Roma: Giachetti si candida sindaco. Ai romani: "Datemi consigli"

La decisione, preceduta dalla parole di sostegno del premier Matteo Renzi in persona, è ormai ufficiale e verrà annunciata nel primo pomeriggio con un video

Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, si candida per la corsa a sindaco di Roma. La decisione, preceduta dalla parole di sostegno del premier Matteo Renzi in persona, è ormai ufficiale e verrà annunciata nel primo pomeriggio con un video. Il Pd è comunque intenzionato ad organizzare le primarie, da tenersi nel mese di marzo, per individuare il candidato sindaco della Capitale. 

"Ho deciso di partecipare alle primarie per il sindaco di Roma. Ci ho messo un po' di tempo, lo confesso e non solo per un pizzico di paura che credo sia naturale, ma per una grande forma di rispetto per un impegno che so sarà immenso, gravoso". Lo annuncia Roberto Giachetti (PD) su Fb.

 

 

"Mi piacerebbe se la mia candidatura fosse anche uno strumento per far sì che tanti romani riprendano la voglia di partecipare, con la consapevolezza che il diretto impegno è fondamentale per cambiare le cose. Vi chiedo di darmi una mano, di organizzarci. Vedrete una mail a cui per il momento potrete inviare disponibilità a darmi una mano, ma anche consigli, idee per il futuro di Roma o sulle piccole cose da cambiare nel vostro quartiere", dice Giachetti (Pd) nel suo video annuncio in cui compare l'indirizzo email: giachettiroma@gmail.com.

 

Il presidente del Pd e commissario romano Matteo Orfini ha ribadito nei giorni scorsi senza mezzi termini: "Giachetti sarebbe un ottimo candidato con cui il Pd potrebbe tornare a vincere. Noi vogliamo primarie vere, aperte e non solo del Pd, ma di un campo di forze più largo". L'obiettivo di Orfini, nonostante le resistenze di Stefano Fassina, candidato sindaco di Sinistra Italiana, resta quello di organizzare per il prossimo 6 marzo primarie di coalizione. Per riunire il centrosinistra e fare il bis della vittoria 2013. Allora correva Ignazio Marino che oggi però è diventato uno dei nodi della corsa dem. In rotta con il Pd di Matteo Renzi dopo 'la cacciata' dal Campidoglio, l'ex sindaco potrebbe ricandidarsi dentro o fuori le primarie e porre più di un problema alla strategia renziana. Per il resto, non è ancora chiaro quali saranno gli sfidanti di Giachetti.

In casa Pd, forse l'ex assessore Paolo Masini o il deputato Marco Miccoli, la renziana Cristiana Alicata o il parlamentare Roberto Morassut. Anche se dopo 'l'investitura' di Giachetti l'ex assessore all'Urbanistica dell'era Veltroni sarebbe meno disposto a correre. Dai Verdi si potrebbe fare avanti il portavoce Gianfranco Mascia. E c'è chi tira in ballo, nell'ambito però di una coalizione civica, anche Bianca Berlinguer e Walter Tocci. Una sola cosa appare chiara. Giachetti, un passato da radicale, già capo di gabinetto del sindaco Rutelli fino al 2001, e oggi vicepresidente della Camera è pronto alla sfida per il Campidoglio. E le domande che serpeggiano negli ambienti del Pd romano in queste ore sono due: chi sarebbe interessato a sfidare realmente alle primarie uno 'benedetto' da Renzi? E quante possibilità ci sono che Giachetti possa vincere le elezioni contro le destre, il M5S o Marchini? Tra i veleni del post-Marino, la frammentazione del partito e l'assenza, per ora, di alleati, i timori non mancano. Ma accanto a questi si accendono anche gli entusiasmi di tutti i renziani romani che da tempo vedono nel vicepresidente della Camera, con un passato da radicale e la passione per i diritti civili, "l'uomo giusto per Roma". Giachetti candidato? "Nessun problema", ha detto ieri il governatore Nicola Zingaretti avvisato al telefono da Matteo Orfini. Questo lo scenario disegnato dal segretario romano di Sel Paolo Cento, con Giachetti candidato: "Sel non partecipa alla primarie che quindi diventano interne al Pd e senza reali avversari". Ma una lettera aperta di Stefano Fassina "agli amici e alle amiche del Pd" centrata su dieci punti programmatici, è stata interpretata da alcuni come un'apertura. "Io chiedo una sola cosa ai candidati che si presenteranno alle primarie - ha spiegato oggi Orfini -: che si proceda nel lavoro di rinnovamento e pulizia che mette al centro le capacità e non le correnti. Penso che chi si candida non può immaginare le primarie come un trampolino per fare altro, ad esempio il consigliere comunale o presidente di municipio. Chi partecipa rinuncia a queste ambizioni e punta alla carica di sindaco".


   

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