Pippo Civati lancia Possibile, a sinistra del governo

Via il 21 giugno. 'Movimento leggero e orizzontale, partiremo da una proposta di referendum'

Redazione ANSA ROMA

"Il voto regionale ha confermato una guida salda del Pd non solo a livello nazionale a anche sui territori". Lo ha detto il ministro Maria Elena Boschi. "Perché nelle 12 regioni che sono andate al voto nell'ultimo anno e mezzo sotto la guida di Renzi e del Pd - ha detto a margine della festa della Repubblica - ha vinto in dieci regioni su dodici strappando molte regioni che erano governate dal centrodestra, adesso anche la Campania. Un risultato positivo per il Pd che conferma la buona amministrazione sul territorio", ha concluso.

Sinistra si organizza, Civati lancia 'Possibile' 
Pippo Civati lancia 'Possibile', un "movimento di autonomia" che "nasce dal basso" per "tutti coloro a cui manca qualcosa". Nichi Vendola dice che è "ora di costruire una sinistra competitiva e vincente". Stefano Fassina avverte che "se Renzi non cambierà linea", in primis sulla riforma della scuola, sceglierà di "essere fedele al Pd ma non a Renzi". La sinistra, dunque, si organizza. C'è la minoranza Pd ma c'è anche Sel e Civati che nel Pd non c'è più. Per tutti il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha perso, alle elezioni regionali come nel rapporto con la gente. Da qui la loro sfida: una proposta di governo, per oggi e non solo per domani, che abbia al centro i valori di sinistra e che, soprattutto, sia competitiva con il governo Renzi. É da tempo che Civati ne annuncia la nascita ed oggi, non a caso nel giorno della festa della Repubblica, spiega il perché della sua proposta. 'Possibile' non è una scissione, tanto per iniziare. É, anzi, una "ricomposizione". "Ci sono stati parecchi tentativi di costruire partiti a sinistra - scrive in una lunga lettera - Non vogliamo ripercorrere quelle strade, poco fortunate, ma semmai prendere il meglio dalle esperienze vincenti (come quelle sui beni comuni, correva l'anno 2011) per andare oltre: perché la nostra ambizione deve essere quella di dare al Paese un governo di sinistra, laico, repubblicano e moderno e non solo una buona sinistra". La prima mossa sono i referendum, "perché la nostra ossessione è restituire al popolo la sovranità". Ad esempio, "i quesiti possono intervenire sulla legge elettorale (anzitutto per togliere di torno i nominati e i vincitori a prescindere), sullo sblocca-Italia, per garantire la concorrenza (concessioni autostradali) e la riconversione ecologica dell'economia (trivelle), sul Jobs Act e la riforma della scuola". Il 21 giugno ci sarà la prima convention, a Roma. "Il nome ci dice che ci sono sempre alternative nella vita, sempre - dice l'ex Pd - Ci sono altre possibilità, ci sono momenti in cui rendersi conto che si apre davanti a noi un'altra strada. E che può essere presa con determinazione, senza paura". C'è poi Fassina, che ribadisce la sua linea chiedendo, ancora una volta, a Renzi di modificare la sua. Domani, al Senato, inizierà la discussione generale sul ddl Scuola ed è su questo, ma certo non solo, che chiede al premier un cambio netto di direzione. Altrimenti "vuol dire che sceglierò di essere fedele al popolo Pd, non certo a lui che l'ha abbandonato per stare con l'establishment, con la finanza internazionale, con le grandi imprese". E guai a chiamarla scissione: "La scissione l'hanno già fatta gli elettori, solo Renzi non la vede". Insomma "è arrivato il momento di metterci tutti a disposizione per costruire il nuovo soggetto della sinistra", esorta Nichi Vendola. "Non un partitino", chiarisce, "non la fusione di due partitini" ma una "attività unitaria". Vale a dire "una sinistra di governo vincente e competitiva". Una sinistra "di governo competitiva con Renzi": il vero obiettivo.


   

 

 

Possibile è possibile: la lettera del 2 giugno. Leggete tutto quello che segue come una proposta, di più: come una...

Posted by Giuseppe Civati on Martedì 2 giugno 2015

 

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