Trump: media, rinviato varo bando-bis su immigrazione

Il presidente al Congresso: con la stretta agli immigrati alzeremo i salari

Donald Trump ha deciso di rinviare ancora il varo del 'bando bis' sull'ingresso negli Usa da alcuni Paesi musulmani. Lo riportano alcuni media - tra cui la Cnn - citando fonti della Casa Bianca. Il nuovo decreto era atteso per oggi, ma il presidente americano, nella tarda serata di martedì, avrebbe deciso un nuovo slittamento dopo le reazioni positive al suo primo discorso al Congresso in cui ha lanciato al Paese e a tutte le forze politiche un appello all'unità.

"Stiamo prendendo misure forti per proteggere il nostro Paese dal terrorismo radicale islamico. Non e' compassione ma incoscienza permettere un ingresso incontrollato da luoghi dove non esistono controlli adeguati". Vedi quanto accduto e acced in Europa. Cosi' Donald Trump, nel suo primo intevento davanti al Congresso, aveva annunciato il nuovo bando. Tendendo pero' la mano al Congresso e lanciando un appello all'unita', anche per realizzare una riforma dell'immigrazione condivisa. 

"Non permetteremo che gli Stati Uniti diventino un santuario per gli estremisti", ha ribadito Trump. Anche se la seconda versione del divieto sugli ingressi - secondo le indiscrezioni - sara' molto piu' limitata rispetto a quella bocciata dai giudici: non dovrebbe riguardare i visti esistenti, i residenti permanenti e le green card. E non dovrebbe piu' coinvolgere l'Iraq, riducendo a sei i Paesi a maggioranza musulmana interessati.

Era apparso subito chiaro come i toni del presidente americano sarebbero stati meno animosi del solito. Anche se l'imminente inizio della costruzione del muro col Messico è stata ribadita con forza. Il suo disocorso è stato pero' forse il primo davvero rivolto alla nazione intera, e non solo ai suoi fedelissimi sostenitori. Persino l'ostile Washington Post parla di un intervento 'sorprendentemente presidenziale', dove è sparita quella visione cupa che ha caratterizzato la campagna elettorale del tycoon e il suo primo mese alla Casa Bianca.

Lo scenario dell' 'American carnage' evocato nel giorno dell'insediamento è stato sostituito da una visione piu' ottimistica del futuro. Visione in cui addirittura ha trovato spazio uno degli slogan iconici di Barack Obama: 'hope'. "Dobbiamo avere il coraggio di esprimere le nostre speranze. E sperare - ha affermato Trump - che queste speranze e i nostri sogni si trasformino in azioni". "Da ora in poi l'America sara' guidata dalle nostre aspirazioni, non oppressa dalle nostre paure", ha insistito il presidente americano, che ha strappato numerose standing ovation da parte repubblicana, cancellando la freddezza di deputati e senatori democratici che per la gran parte del discorso erano rimasti seduti mettondo in pratica una sorta di sciopero degli appausi.

Per giustificare la stretta sugli immigrati Trump ha fatto ricorso anche all'impatto che questa - a suo dire - avra' sul mercato del lavoro e sulle finanze: "Alzeremo i salari, aiuteremo i disoccupati, risparmieremo miliardi di dollari, oltre a rendere le nostre comunita' piu' sicure per tutti". Ha lanciato poi l'appello per una riforma delle tasse "epocale" che contempli "enormi tagli" per la classe media e le aziende, e per una nuova riforma sanitaria: "Dobbiamo salvare gli americani da questo disastro dell'Obamacare che sta implodendo". Trump ha ribadito quindi la volonta' di incrementare cospicuamente le risorse per la difesa: "Per mantenere l'America sicura dobbiamo fornire agli uomini e alle donne del nostro esercito tutti i mezzi necessari per prevenire le guerre. E, se necessario, per combattere e vincere". "Un nuovo capitolo della grandezza dell'America sta iniziando", ha concluso il presidente americano. Promosso da gran parte degli osservatori alla sua prima vera prova davanti al Congresso.

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