Trump svela il piano per il Medio Oriente. La Lega araba condanna: "Violazione dei diritti palestinesi"

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 La Lega araba ha condannato il piano illustrato da Donald Trump sul Medio Oriente sostenendo che si tratta di "una grande violazione dei diritti dei palestinesi". In un comunicato il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha sottolineato: "Studieremo minuziosamente la prospettiva americana e siamo aperti a tutti gli sforzi seri a favore della pace". Ha tuttavia aggiunto che da "una lettura preliminare emerge una consistente violazione dei diritti legittimi dei palestinesi".

Botta e risposta sul piano anche nel Question Time alla Camera dei Comuni britannica. Il leader uscente dell'opposizione laburista lo ha attaccato apertamente come un inganno: "Non è un piano di pace", ha detto, giudicandolo inaccettabile per qualunque leader palestinese e sfidando il premier conservatore Boris Johnson a dire agli Usa che "sbagliano" e che il Regno Unito resta schierato a favore di "un piano di pace vero, sostenuto a livello internazionale".

'Uno stato ai palestinesi, Gerusalemme capitale d'Israele'. Donald Trump svela il suo piano di pace per il Medio Oriente. Ma Hamas rifiuta. 
Il presidente americano propone la soluzione dei due Stati con Gerusalemme est capitale della Palestina. Lo affermano fonti della Casa Bianca riprese da alcuni media Usa mentre il tycoon si appresta a illustrare il piano insieme a Benyamin Netanyahu. "La gente in Medio Oriente, soprattutto i giovani, sono pronti per un futuro migliore".
"Quello di oggi è un grande passo verso la pace": lo ha affermato Donald Trump annunciando il piano per il Medio Oriente. "E' giunto il momento per una svolta storica", ha aggiunto.

Il piano di pace Usa per il Medio Oriente conta 80 pagine ed è "il più dettagliato" mai presentato finora: lo ha detto Trump in una conferenza stampa congiunta con il premier israeliano Benyamin Netanyahu. "Gerusalemme resta la capitale indivisa di Israele". Trump ha dichiarato che il premier israeliano gli ha detto che il piano di pace Usa per il Medio Oriente è una base per negoziati diretti.

Il piano di pace Usa per il Medio Oriente prevede investimenti per 50 miliardi di dollari a favore dei palestinesi: "Ci sono molti stati pronti ad investire", ha assicurato Trump. "Questa potrebbe essere l'ultima opportunità per arrivare a una pace in Medio Oriente", ha sottolineato il presidente Usa.

Trump ha annunciato che, se ci sarà l'accordo tra le parti, gli Usa apriranno un'ambasciata a Gerusalemme Est, confermando che quest'ultima potrebbe essere la capitale del futuro Stato palestinese.
Trump ha affermato di aver inviato una lettera al presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen sul piano di pace Usa per il Medio Oriente e ha evocato un tempo di 4 anni per negoziare.

"Gerusalemme non è in vendita, e i nostri diritti non si barattano". Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen respingendo il piano di pace annunciato oggi dal presidente Usa Donald Trump.

Il Piano di Trump "è aggressivo e provocherà molta ira". Lo ha detto alla Reuters, riferita dai media israeliani, il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri secondo cui la parte del Piano che riguarda Gerusalemme "non ha senso". "Gerusalemme - ha proseguito - sarà sempre una terra per i palestinesi. I palestinesi fronteggeranno questo Piano e Gerusalemme resterà sempre terra palestinese".

Il piano di Trump è "destinato al fallimento". Così l'Iran boccia senza appello la proposta del presidente americano per una pace in Medio Oriente tra israeliani e palestinesi. "Il vergognoso piano americano imposto ai palestinesi è il tradimento del secolo ed è destinato al fallimento", afferma il ministero degli Esteri in un comunicato. Sulla stessa linea gli alleati sciiti libanesi di Teheran, Hezbollah, secondo cui il piano Trump è "un tentativo di eliminare i diritti del popolo palestinese".

Gli Stati Uniti riconosceranno le colonie israeliane nei territori come parte di Israele. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu illustrando il piano di pace di Donald Trump in una conferenza stampa a Washington. Secondo il piano, ha aggiunto, i rifugiati palestinesi non avranno diritto al ritorno in Israele. Netanyahu si è detto pronto a negoziare con i palestinesi un "cammino verso un futuro Stato", ma a condizione che questi riconoscano Israele come uno "Stato ebraico".

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