Francia-Germania-Gb, Iran responsabile attacco a Riad

Intanto presidente iraniano Rohani vola a Ny per presentare il suo piano di pace per la regione

 I leader di Francia, Germania e Gran Bretagna hanno detto che "l'Iran ha la responsabilità dell'attacco" del 14 settembre alle strutture petrolifere saudite. Lo affermano in un comunicato congiunto diffuso alla missione tedesca all'Onu i capi di stato e governo dei tre paesi. "Non c'è altra spiegazione plausibile - aggiungono - Sosteniamo le indagini in corso per stabilire ulteriori dettagli"."Questo attacco potrà essere stato contro l'Arabia Saudita, ma riguarda tutti i paesi e aumenta il rischio di un grave conflitto", sottolineano ancora a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu i leader di Francia, Germania e Gran Bretagna, riaffermando "l'importanza di compiere sforzi collettivi per la stabilità e la sicurezza regionali". "Ci impegniamo a proseguire i nostri sforzi diplomatici per creare le condizioni e facilitare il dialogo con tutti i partner interessati alla riduzione delle tensioni in Medio Oriente", spiegano: "Esortiamo l'Iran a impegnarsi in tale dialogo e ad astenersi da provocazioni ed escalation". "Consapevoli dell'importanza degli sforzi collettivi per garantire stabilità e sicurezza regionali - concludono - ribadiamo la nostra convinzione che è giunto il momento per Teheran di accettare negoziati su un quadro a lungo termine per il suo programma nucleare e altre questioni, incluso il programma sui missili".

Intanto il presidente iraniano Hassan Rohani è partito per New York, dove parteciperà all'Assemblea generale dell'Onu e intende presentare il suo piano di pace per la regione, definito "Coalizione per la speranza". Lo riferisce l'Irna, citando l'ufficio per la comunicazione presidenziale di Teheran. Il capo del governo della Repubblica islamica incontrerà anche diversi leader mondiali, mentre resta escluso al momento un faccia a faccia con il presidente americano Donald Trump. Per Rohani sono anche previsti incontri con i media internazionali e una conferenza stampa al termine del summit. Il suo ritorno in patria è atteso giovedì sera. "Per noi è essenziale partecipare all'Assemblea generale dell'Onu e avere colloqui a vari livelli. Le crudeli azioni che sono state compiute contro la nazione iraniana e le complicate questioni che la nostra regione si trova di fronte devono essere spiegate ai popoli e ai Paesi del mondo", ha detto Rohani ai reporter all'aeroporto Mehrabad di Teheran, prima di imbarcarsi per gli Stati Uniti. A New York troverà ad attenderlo il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, che era già partito venerdì scorso.

L'Iran presenterà questa settimana all'Onu un piano di pace per la regione chiamato 'Coalizione per la speranza'. Lo ha annunciato il presidente iraniano Hassan Rohani parlando di "un'iniziativa che coinvolgerà i paesi dell'area al fine di formare una coalizione che garantisca la sicurezza".

"I paesi della regione sono in grado di provvedere da soli alla sicurezza del Golfo Persico, del mare di Oman e dello Stretto di Hormuz", ha sottolineato il presidente iraniano aggiungendo che "i nemici continuano a mentire e dichiarare che sono loro a garantire la sicurezza". "Ma se stanno dicendo la verità - ha incalzato Rohani - perche' hanno dovuto inviare nell'area una così grande quantità di armi pericolose?".

"La presenza di forze straniere nella regione col pretesto che si occupano della sicurezza ha solo portato insicurezza e disgrazie". Lo ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani parlando ad una cerimonia per commemorare l'inizio della guerra Iran-Iraq, il 22 settembre del 1980. Rohani a quindi invitato "le forze straniere ad allontanarsi dalla regione".

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