Egitto: Sei turiste accoltellate in un resort a Hurghada, uccise due tedesche

Arrestato l'assalitore, sarebbe arrivato a nuoto all'albergo

La Chiesa copta ortodossa e la comunità evangelica in Egitto hanno sospeso parte delle loro attività - fra cui pellegrinaggi, colonie estive e conferenze - per motivi di sicurezza, nel timore di nuovi attacchi da parte di gruppi jihadisti. Alla base del provvedimento, che resterà in vigore per i mesi di luglio e agosto, c'è l'allerta diramato dalle autorità del Cairo. Il reverendo Andrea Zaki, leader della comunità evangelica locale, riferisce che le agenzie di sicurezza "ci hanno informato in merito alla scoperta di piani di attacco" da parte di gruppi estremisti. Il provvedimento non riguarderà però le funzioni religiose, che si svolgeranno regolarmente.

Il terrorismo torna a colpire i turisti occidentali in Egitto. Due tedesche sono state accoltellate a morte ed altre quattro straniere sono rimaste ferite in un resort nella nota località di Hurghada, sul Mar Rosso. A compiere l'assalto è stato un ventenne arrivato a nuoto sulla spiaggia e poi intrufolatosi nell'albergo dove ha seminato morte e paura prima di essere arrestato. Una dinamica simile alla strage avvenuta a Sousse in Tunisia nel giugno del 2015, quando 38 turisti furono massacrati da un terrorista giunto anche in questo caso nel resort via mare. "Non voglio gli egiziani, non è voi che cerchiamo", avrebbe urlato in arabo l'assalitore secondo quanto ha raccontato un testimone.

Frasi che, se confermate dagli inquirenti che lo hanno interrogato per ore, potrebbero avallare la pista jihadista. Da anni l'Isis e gruppi terroristi affiliati esortano i loro combattenti a colpire il più alto numero di 'infedeli' nelle località turistiche del paese dei Faraoni, da Sharm el Sheikh, perla del Sinai, a Luxor e Hurghada, già presa di mira a gennaio del 2016, con tre turisti feriti, un assalitore ucciso e un altro ferito. In quell'occasione le autorità - preoccupatissime per i contraccolpi sul turismo - parlarono di una rapina ma i testimoni dell'attacco all'arma bianca riferirono che gli assalitori gridarono 'Allah è grande'. E anche in queste ore ad Hurghada qualcuno suggerisce una rapina finita nel sangue, ma la realtà sembra essere un'altra. Al Sunny Days Palacio resort era una giornata come le altre. Gente in spiaggia, relax, sole e mare azzurro. Nulla lasciava presagire la tragedia. Non ha insospettito nessuno neanche quell'uomo sui vent'anni, vestito con un t-shirt nera e un jeans. Poi è accaduto tutto in un attimo: il killer si è introdotto nell'hotel con un coltello ed è riuscito a colpire almeno sei turiste prima di essere bloccato.

Al di là delle due tedesche uccise - Berlino non ha potuto ancora confermare ufficialmente ma non ha smentito - in serata mancavano ancora certezze sulla nazionalità degli altri turisti coinvolti. Le informazioni contraddittorie riflettono la confusione seguita all'attacco che ha gettato nel panico le autorità e la sicurezza locale. Le straniere ferite dovrebbero essere ucraine e ceche. Forse una russa. L'attacco di Hurghada è seguito ad un attentato avvenuto in mattinata alla periferia del Cairo vicino alle Piramidi - altro luogo simbolo dell'Egitto e meta di turisti - con un bilancio di cinque poliziotti uccisi, e non ancora rivendicato. Dopo aver compiuto il massacro, i terroristi hanno rubato le armi alle vittime e hanno cercato di dar fuoco ai corpi prima di darsi alla fuga.  

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