Isis: Anonymous viola centinaia account, siete un virus

Continua campagna lanciata dal gruppo dopo strage Charlie Hebdo

Anonymous ha 'spento' centinaia di account Twitter e Facebook di presunti appartenenti all'Isis e pubblicato indirizzi ip e web della galassia jihadista. "Sarete trattati come un virus, e noi siamo la cura", recita il video pubblicato due giorni fa. La campagna per 'spegnere' la galassia jihadista sul web è partita dopo la strage di Charlie Hebdo.

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Polizia oscura una ventina di siti jihadisti  - La polizia italiana ha oscurato nelle ultime settimane una ventina di siti jihadisti, tra i 400 monitorati ogni giorno. Lo fa sapere la Polizia in una nota, sottolineando che "dopo l'attentato a Charlie Hebdo, il delicato compito della Polizia delle Comunicazioni di scandagliare il Web alla ricerca di siti, blog, forum e social network che inneggiano al jihad è diventato un vero e proprio allarme rosso". Di questa attività investigativa si occupa anche il numero di febbraio di 'Poliziamoderna', dove è pubblicato anche il racconto di una poliziotta della task force che lavora sulle tracce di potenziali terroristi e di chi esalta la propaganda dell' Isis. 

Giordania, distrutto 20% delle capacità militari Isis  - La Giordania "ha distrutto il 20% delle capacità militari dell'Isis" con i 3 giorni di raid di rappresaglia che hanno colpito "56 obiettivi". Lo annuncia l'esercito di Amman in un comunicato. Dopo aver colpito i centri di coordinamento il primo giorno, poi armi e depositi, il terzo "abbiamo colpito i militanti, dove mangiavano e dormivano".

Attivisti, Isis ha bandito telefoni e pc Apple a Raqqa  - A seguito della direttiva emanata a novembre scorso, i miliziani dell'Isis a Raqqa, 'capitale' del Califfato in Siria, hanno effettivamente bandito i prodotti Apple - iPhones, iPads, iPods - nel timore di essere tracciati. "Dicono che gli Usa possono vedere quello che fai", racconta uno degli attivisti anti-Isis di Raqqa intervistato da Business Insider. Inoltre, nei territori sotto il proprio controllo, "l'Isis ha creato gruppi di tecnici per bloccare il servizio Gps, cosa che viene richiesta anche ai combattenti".

 

 

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