In Gb già 700 mila firme a petizione per la revoca della Brexit. In tilt sito Comuni

Centinaia di migliaia di firme contro ombra no deal, molti i vip

Boom della petizione popolare lanciata sul web e rivolta al Parlamento britannico per invocare la revoca della notifica dell'articolo 50 sull'uscita dall'Ue - e quindi la rinuncia alla Brexit - da parte del Regno Unito: l'iniziativa, firmata già da un milione e mezzo di persone e, ha infatti mandato in tilt il sito del Parlamento. La petizione rilancia comunque la sfida del fronte Remain del Paese di fronte alle molte incognite che gravano sul tentativo della premier Theresa May di ottenere solo un breve rinvio da Bruxelles e cercare ancora una volta di far passare a Westminster l'accordo di divorzio bocciato già in due occasioni. Una strategia che secondo chi ha promosso l'appello - legato anche al nuovo corteo pro Remain di sabato 23 a Londra - rischia di portare a una Brexit no deal, una traumatica separazione senz'accordo. Molte celebrità tra i firmatari: dall'attore Hugh Grant, alla scrittrice Caitlin Moran, al fisico Brian Cox. 

Theresa May "non consentirà" mai la revoca dell'articolo 50 sulla notifica dell'uscita del Regno Unito dall'Ue e la cancellazione della Brexit: lo ha detto una portavoce di Downing Street liquidando il valore della petizione popolare online pro Remain che oggi ha superato il milione e mezzo di firme. "Il primo ministro ha chiarito da tempo che non attuare il risultato del referendum sarebbe un fallimento della nostra democrazia e un irreparabile danno alla fiducia pubblica, qualcosa che non può consentire", ha tagliato corto.

Il Consiglio europeo si è impegnato a concordare, prima del 29 marzo, una proroga breve sulla Brexit fino al 22 maggio, se l'Accordo di divorzio sarà approvato a Westminster la prossima settimana. Poiché il Regno Unito non intende organizzare le elezioni per il Parlamento europeo, non sono possibili proroghe oltre quella data". Lo prevede la bozza del testo delle conclusioni sulla Brexit circolata - riferiscono fonti diplomatiche europee - tra i 27 capi di stato e di governo.

Barnier, fatto del nostro meglio, soluzione a Londra  -"Noi abbiamo fatto del nostro meglio, ripeto noi abbiamo fatto del nostro meglio, ora la soluzione è a Londra". Così il capo negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier al suo arrivo al vertice Ue, dopo l'incontro stamattina con il leader del Labour Jeremy Corbyn. Barnier ha quindi ribadito che la conferma dell'intesa raggiunta a Strasburgo sulle rassicurazioni sul backstop "non dovrebbe essere un problema", mentre un'estensione breve "dovrebbe essere condizionale a un voto positivo la prossima settimana" ai Comuni.

Conte, no deal non auspicabile ma dipende da Gb - "La posizione italiana è che concedere un rinvio di breve termine può essere utile, ma bisogna aspettare il voto, l'ennesimo, del parlamento britannico. Noi siamo sempre per il deal, la possibilità del no deal non la riteniamo auspicabile, ma non è una nostra decisione". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Bruxelles rispondendo a domande dei giornalisti sulla Brexit.

Macron, senza ok Comuni a accordo sarà no deal - Se il terzo voto sull'accordo sulla Brexit a Westminster fosse negativo "andremmo verso un'uscita senza accordo. Lo sappiamo tutti. Dobbiamo essere molto chiari in questo momento, non possiamo andare a proroghe più lunghe che potrebbero avere conseguenze sul buon funzionamento dell'Ue e intaccare la nostra capacità di decidere e agire". Così il presidente francese Emmanuel Macron, che evidenzia: "ci vorrebbe un cambiamento politico profondo" perché ci fosse qualcosa di diverso da una proroga tecnica.

Verhofstadt, impossibile rinvio oltre 23 maggio  - "Ne abbiamo discusso stamattina durante la conferenza dei presidenti. Il messaggio del Parlamento Ue all'inizio del Consiglio europeo" metterà innanzi tutto in evidenza che "per noi un'estensione" della Brexit "oltre il 23 maggio è impossibile: creerebbe problemi enormi". Così il leader dei liberali Guy Verhofstadt che guida il gruppo di coordinamento della Brexit del Pe, al suo arrivo al pre-vertice del gruppo Alde (liberaldemocratici) in corso a Palais d'Egmont a Bruxelles.

Corbyn,nostra priorità evitare no deal il 29  - "La nostra priorità è assicurare che il no deal non sia sul tavolo ed evitare il caos di un movimento disordinato il prossimo venerdì" con lo scattare della Brexit. Così il leader del Labour Jeremy Corbyn al suo arrivo al prevertice del Pse dopo essere stato ricevuto alla Commissione Ue. Stamattina "con Barnier e Selmayr abbiamo discusso della nostra proposta che porteremo al parlamento britannico la prossima settimana per garantire che non ci sia un'uscita disordinata" dall'Ue.
   

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