Russia: Putin vince elezioni con il 76,6%, è record. Trump non lo chiama

L'affluenza è stata invece del 67,49%

Con una mossa a sorpresa, nonostante sia incalzato sempre di piu' dal Russiagate, Donald Trump alza il telefono e chiama Vladimir Putin non solo congratulandosi con lui per la rielezione al Cremlino ma anche auspicando un incontro a breve per parlare dei più scottanti dossier di politica internazionale: Corea del nord, Siria, Ucraina, corsa al riarmo. Il tycoon rompe così il muro di freddezza eretto dall'Europa dopo la vicenda dell'ex spia russa avvelenata con gas nervino in Gran Bretagna, che lo aveva costretto ad allinearsi a Londra, Parigi e Berlino. ma un messaggio di congratulazioni arriva al Cremlino anche dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che sottolinea che Ue e Russia dovrebbero collaborare per la sicurezza pan-europea: ma il messaggio manda su tutte le furie i deputati conservatori britannici, indignati per una mossa vista come inopportuna mentre fra Londra sta ingaggiando con Mosca un aspro braccio di ferro sull'avvelenamento dell'ex spia russa Serghei Skripal e della figlia Yulia a Salisbury. Un braccio di ferro per il quale martedì hanno lasciato la Gran Bretagna i 23 diplomatici russi espulsi. Fra i leader occidentali a Putin all'indomani del voto aveva chiamato Putin anche il presidente francese Emmanuel Macron, ma ufficialmente non per fargli i complimenti, bensì per ribadire che Parigi tiene "a un dialogo costruttivo fra la Russia, la Francia e l'Europa" e per ammonirlo sul ruolo di Mosca in Ucraina, Siria e nell'"inaccettabile attacco di Salisbury". 

Per il resto solo messaggi e congratulazioni di rito all'insegna del dialogo, dal presidente della repubblica italiana Sergio Mattarella a quello della repubblica tedesca Frank-Walter Steinmeier.

Vladimir Putin, con il 76,6% dei consensi, ha letteralmente sbancato, mettendo a segno il risultato migliore per un presidente nella storia della Russia moderna. Ovvero da quando ci sono le elezioni. L'Osce però, nel suo giudizio, ha sostanzialmente bocciato la legittimità della tornata elettorale: "In Russia - è il giudizio - è mancata una reale competizione". "La scelta senza reale concorrenza, come abbiamo visto qui, non è una vera scelta", ha dichiarato Michael Georg Link, coordinatore speciale e leader della missione di osservazione a breve termine dell'Osce, che pure ha riconosciuto "l'eccellente" lavoro svolto dal punto di vista organizzativo dalla Commissione Elettorale Centrale.

"Ma dove il quadro giuridico limita molte libertà fondamentali e il risultato non è in dubbio, le elezioni quasi perdono il loro scopo: consentire alle persone di scegliere i propri leader". Insomma, la mancanza di un candidato importante come Alexei Navalny, le pressioni sugli oppositori e l'ossessiva copertura mediatica assicurata a Putin sono elementi che pesano nel giudizio finale. Golos, l'associazione che si occupa di trasparenza e correttezza del processo elettorale, ha stilato un'analisi sostanzialmente identica. "Il giorno del voto è solo una tappa del processo elettorale, i veri problemi sono prima", ha notato l'ong nella sua conferenza stampa del dopo-voto. Ma sono note a piè di pagina. Il presidente cinese Xi Jinping si è congratulato nella notte con Putin per il successo elettorale, confermando la 'special relationship' ormai conclamata fra Pechino e Mosca. Tiepide, invece, le reazioni in Occidente.

"Non siamo sorpresi dall'esito" del voto, si è limitata a commentare la Casa Bianca, aggiungendo che non è prevista nessuna telefonata di Trump. Lui, lo zar, ha incontrato i suoi sfidanti - che hanno riconosciuto la sua strabiliante vittoria - e ha assicurato di non voler risparmiare gli sforzi "per risolvere i problemi con i nostri partner attraverso mezzi politici e diplomatici". "Ma - ha chiosato - ovviamente continueremo a difendere i nostri interessi nazionali".

Ora, in Russia, l'attenzione si sposta sul fronte interno, sulle scelte che Putin intende compiere per mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. "Dobbiamo concentrarci sulla crescita, sull'economia", ha detto parlando al suo comitato elettorale. "Dobbiamo sviluppare la sanità, l'istruzione, la produzione industriale, le infrastrutture e altri settori cruciali per far progredire il nostro Paese e aumentare gli standard di vita dei nostri cittadini".

In una parola: riforme. La prima mossa sarà la formazione di un nuovo governo. Putin, ha assicurato, ci sta già pensando. Ma non si muoverà prima dell'inaugurazione ufficiale del suo mandato, il prossimo 7 maggio. Secondo gli analisti di Alfa Bank, la banca privata russa più importante, il risultato elettorale così netto rende in realtà "meno probabili" le riforme e, allo stesso tempo, permetterà alla Russia di "sfidare il predominio globale americano".

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