Referendum Turchia, opposizione ricorre a Corte europea

Chp chiede annullamento dell'esito elettolale

 Dopo i ricorsi respinti in Turchia dalla Commissione elettorale suprema e dal Consiglio di stato, il principale partito di opposizione a Recep Tayyip Erdogan, il kemalista Chp, ha annunciato un ricorso alla Corte europea dei diritti umani per chiedere l'annullamento del referendum sul presidenzialismo.

L'appello alla Corte di Strasburgo era stato annunciato dall'opposizione nei giorni scorsi, in caso di esaurimento dei ricorsi possibili in Turchia.

Secondo il governo di Ankara, l'unica istituzione con l'autorità per decidere sulla validità del voto è la Commissione elettorale, escludendo una competenza dei tribunali, inclusa la Corte costituzionale. Il risultato del referendum, vinto di misura dal 'sì' con il 51,4%, è contestato soprattutto per i presunti brogli e la decisione della Commissione elettorale di considerare come valide anche le schede senza il suo timbro ufficiale.

"L'Ue non vuole in alcun modo chiudere la porta al popolo turco che resta un popolo amico con cui cerchiamo il dialogo". Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani sottolineando tuttavia che per l'Ue "la pena di morte rappresenta una linea rossa". "L'Europa - ha aggiunto in apertura di un dibattito in plenaria sulla Turchia - non è un continente islamofobo: in Europa vivono milioni di cittadini islamici che possono esercitare la loro fede senza essere minimamente discriminati".

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