Compie 80 anni Valentina Tereshkova, prima donna nello spazio

Eroina sovietica, il 14 giugno del 1963 era a bordo del volo 'Vostok'

Valentina Tereshkova, la 'donna delle stelle' che il 14 giugno del 1963 divenne la prima cosmonauta a viaggiare nello spazio, ha compiuto 80 anni. E come regalo di compleanno potrebbe presto incontrare sua maestà Elisabetta II. A quanto riferisce il presidente della Duma Vyacheslav Volodin, infatti, il museo della Scienza di Londra vorrebbe dedicare una mostra all'eroina sovietica (dal 13 al 16 marzo prossimi) e in quell'occasione Tereshkova potrebbe incontrare la regina - due donne che, nei rispettivi ruoli, hanno senz'altro lasciato un'impronta nel Novecento.

Nata e cresciuta a Maslennikovo, piccolo paesino nella regione di Yaroslavl, Tereshkova rimase orfana di padre da piccola e sua madre, operaia in un'industria tessile, fu costretta a crescere i tre figli - un fratello minore e una sorella maggiore - da sola. Valentina a soli 17 anni fu costretta a interrompere gli studi e ad affiancare la madre in fabbrica. A portarla nello spazio fu la passione per il paracadutismo - effettuò il suo primo lancio il 21 maggio del 1959 - e l'ardore politico, che la portarono a diventare segretario della locale sezione del Komsomol, la lega dei giovani comunisti.

Così, realizzato con successo lo storico lancio di Yuri Gagarin, Kamanin, il capo del programma spaziale, convinse le autorità sovietiche ad avviare un programma femminile. Tereshkova venne allora scelta, probabilmente grazie alla sua esperienza nel paracadutismo. La navicella Vostok era infatti completamente automatizzata e dunque non servivano doti di pilotaggio, ma il cosmonauta veniva espulso dalla capsula in fase di rientro. Una procedura rischiosa che necessitava di doti particolari. Valentina, in quello storico volo, si trovò ad affrontare imprevisti di ogni tipo - vomitò ad esempio mentre si trovava in orbita e la sua missione venne prolungata di due giorni, pare per correggere l'orientamento della navicella che la stessa Tereshkova aveva notato essere non corretto - e alla fine totalizzò più ore nello spazio che tutti gli astronauti americani messi insieme.

Sconfitta la morte, al suo ritorno sulla Terra dovette combattere anche contro il pregiudizio di genere, visto che diversi esponenti dell'Aeronautica e del programma spaziale iniziarono a mettere in circolo voci maliziose che la descrivevano come "incompetente" e "isterica". Ma Kamanin la difese contro ogni calunnia e alla fine il governo la decorò con ogni medaglia possibile. Il 7 febbraio 2014 ha partecipato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014 portando, insieme ad altre 7 personalità russe, la bandiera olimpica. 

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