"Putin soffre della sindrome di Asperger". Il Cremlino, una stupidaggine

Scienziata Usa: anomalia neurologica fin da primissima infanzia

"Una stupidaggine che non merita neanche un commento". E' cosi' che il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha bollato uno studio di un think tank che fa capo al Pentagono che ipotizza che Vladimir Putin abbia la sindrome di Asperger. Stando al rapporto preparato dallo US Naval College di Newport in Rhode Island per il Dipartimento della Difesa, il presidente russo sarebbe affetto da "un disordine della gamma autistica che influenza tutte le sue decisioni". Il documento risale al 2008 ed e' stato ottenuto, e quindi pubblicato, dal quotidiano americano "USA Today" usando il Freedom of Information Act.

 

Le azioni di Putin sono finite sotto i riflettori dei servizi segreti occidentali dopo che l'anno scorso Mosca ha ordinato l'annessione "manu militari" della Crimea e poi appoggiato i separatisti dell'Est dell'Ucraina, ma già dal 2000 gli analisti militari avevano cominciato a studiare i movimenti del capo del Cremlino. Putin, si legge nel rapporto preparato dallo US Naval College di Newport in Rhode Island per il Dipartimento della Difesa, sarebbe affetto da "un disordine della gamma autistica che influenza tutte le sue decisioni". Il rapporto risale al 2008 ma e' stato ottenuto usando il Freedom of Information Act, la legge sulla libertà di accesso alle informazioni coperte da segreto di stato, dal quotidiano americano "USA Today" che oggi lo pubblica online. Lo sviluppo neurologico del capo del Cremlino "si e' significativamente interrotto nel corso della primissima infanzia", forse addirittura ancora nella pancia della madre "vittima di un ictus durante la gravidanza", ha scritto Brenda Collins, esperta della scuola navale del Rhode Island: il leader del Cremlino "avrebbe sofferto un grosso evento emisferico al lobo sinistro temporale della corteccia prefrontale" le conseguenze del quale sarebbero evidenti "nel suo modo di pensare e su come muove il lato destro del corpo". Lo studio del 2008 e' uno dei molti che la Collins e i suoi colleghi hanno condotto a contratto per conto dell'Office of Net Assessment, un think tank interno del Pentagono che aiuta i militari a definire strategie di lungo periodo. La Collins si e' basata solo su video che riprendono Putin in varie situazioni e nel suo studio si precisa che una diagnosi definitiva non sara' mai possibile senza uno scan del cervello del capo del Cremlino. A giudizio della scienziata, tuttavia, lo stile autoritario dell'ex capo del KGB e la sua ossessione per il "controllo totale" sarebbero un modo per compensare la sua condizione che a sua volta si rifletterebbe "nel suo approccio decisionista e nel modo in cui governa".

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