Papa Francesco rientra dal viaggio in Corea

L'account sul micro-blog supera i 15 milioni di "follower"

E' atterrato all'aeroporto di Ciampino l'aereo che ha riportato Papa Francesco a Roma di ritorno dal suo viaggio apostolico in Corea del Sud. L'aereo, un Boing 777-200 della Corean Aerlines, partito questa mattina intorno alle 7, è arrivato alle 17.54. Il pontefice porta con sé un mazzolino di fiori che gli è stato donato da una bambina coreana, Mary Sol, sette anni, prima della sua partenza. Porterà questi fiori - riferisce l'Osservatore Romano - ai piedi della Salus Populi Romani a Santa Maria Maggiore "appena rientrato".

I nove account twitter del Papa (@pontifex) hanno superato intanto i 15 milioni di 'followers'. Gli account Twitter di Papa Francesco (@pontifex) avevano superato i 14 milioni di follower lo scorso 17 giugno. Una consistente accelerazione nella crescita del numero di follower è legata alla visita di Papa Francesco nella Repubblica di Corea; sono stati diffusi in questi giorni tweet in lingua coreana dall'account in lingua inglese @pontifex. Lo riferisce il sito specializzato Il Sismografo. Gli account di Papa Francesco con il maggiore numero di follower sono: @pontifex_es in lingua spagnola (6,48 milioni), @pontifex in inglese (4,36 milioni) e @pontifex_it in italiano (1,87 mln). Ad aprire l'account twitter era stato Benedetto XVI e il primo tweet era stato lanciato il 12 dicembre 2012. In meno di un anno e mezzo, da quando è stato eletto Papa, Francesco ha quasi quintuplicato il numero di follower.

L'ultimo tweet del Papa 

 

"Ritornando a Roma dopo la mia visita in Corea, desidero rinnovare a lei eccellenza e ai suoi cittadini l'assicurazione dei miei migliori voti, e invoco la divina benedizione sulla sua terra". Così scrive Papa Francesco al presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping, nel telegramma inviato nel momento in cui l'aereo papale sorvola la Cina, facendo rotta da Seul a Roma.

Coreani sono fratelli e sorelle,parlano stessa lingua
Il Papa ha invitato a pregare "per il riconoscimento sempre più ampio della realtà che tutti i coreani sono fratelli e sorelle, membri di un'unica famiglia e di un unico popolo, parlano una stessa lingua". Lo ha detto per la messa per la pace e la riconciliazione che celebra nella cattedrale Myeong-dong di Seul. Ha chiesto ai cristiani coreani una "testimonianza convincente del messaggio riconciliatore".

Pace e riconciliazione per il popolo coreano e auspicio che costruisca il suo futuro anche nella attenzione ai più deboli e nella solidarietà. Così il Papa nella messa celebrata nella cattedrale di Myeong-dong, a Seu, costruita nel luogo di preghiera delle prime comunità cristiane sin dal 1784. All'arrivo in cattedrale il Papa è stato accolto dall'arcivescovo di Seul Andew Yeom che insieme ad alcuni vescovi coreani lo ha accompagnato davanti al palazzo della vecchia curia dove, prima della messa, il Pontefice ha incontrato un gruppo di rappresentanti delle diverse religioni presenti in Corea. Tra le "benedizioni" di questa esperienza in Corea, papa Bergoglio ha messo al primo posto "la presenza dei tanti giovani pellegrini provenienti da tutte le parti dell'Asia". La messa è specificamente intitolata "per la pace e la riconciliazione", dato il desiderio di papa Francesco di affidare il problema della divisione del popolo coreano in due Stati prima di tutto alla preghiera e alla buona volontà delle persone e dei popoli. Papa Bergoglio ha ricordato "la divisione e il conflitto che dura da oltre sessanta anni" ricollegandola alla lettura biblica del giorno, che parla della "promessa di Dio di restaurare nell'unità un popolo disperso dalla sciagura e dalla divisione"." Il dono della riconciliazione, dell'unità e della pace - ha osservato papa Francesco" richiede anche "una trasformazione del cuore che può cambiare anche il corso della nostra vita e della nostra storia, come individui e come popolo". L'arcivescovo di Seul, cardinale Andrew Yeom Soo-jung, salutando il Papa in cattedrale, gli ha chiesto "di pregare per noi - ha detto il porporato - affinché ci impegniamo per realizzare la piena pace nella nostra penisola e nel mondo". E lo ha ringraziato perché "in ciascun momento - ha detto il cardinale - lei ha mostrato l'aspetto migliore della Chiesa".

Telegramma a Napolitano, benedico l'Italia
"Al rientro dal viaggio apostolico in Corea, dove ho potuto incontrare numerosi fedeli e rappresentanti di quelle care popolazioni ammirandone il desiderio di crescita spirituale e sociale, esprimo a lei, signor presidente, il mio cordiale saluto ed assicuro una speciale preghiera per il bene, la serenità e la prosperità dell'intera diletta nazione italiana, alla quale invio la mia affettuosa benedizione". Lo scrive il Papa nel telegramma al presidente Giorgio Napolitano inviato come è consuetudine al termine di ogni viaggio apostolico fuori dei confini italiani. L' arrivo all'aeroporto di Roma Ciampino è previsto per le 17.45.

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