Venezuela, 'alterate cifre affluenza al voto'

Lo dice società che ha fornito supporto elettronico

Julio Borges, presidente del Parlamento venezuelano, ha annunciato che un gruppo di deputati si recherà alla sede della Procura Generale per esigere un'inchiesta penale contro i responsabili del Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) per aver diffuso "risultati falsi" riguardo all'affluenza nelle elezioni per l'Assemblea Costituente di domenica scorsa.

L'amministratore delegato della società che ha fornito il supporto elettronico per le elezioni in Venezuela ha affermato che le cifre dell'affluenza al voto sono state alterate. Parlando con i giornalisti a Londra, Antonio Mugica, amministratore delegato della Smartmatic, ha affermato che c'è una differenza di un milione di voti tra le cifre sull'affluenza annunciate dal governo e quelle registrate dai loro sistemi elettronici. "Ed è per questo - ha detto - che con il più profondo rammarico che dobbiamo riferire che le cifre sull'affluenza delle votazioni del 30 giugno per l'Assemblea costituente in Venezuela sono stati manomessi". La Smartmatic era una azienda creata da venezuelani che ha fornito le apparecchiature elettroniche usate per le elezioni durante la presidenza di Hugo Chavez. Negli ultimi anni si è impegnata a fornire lo stesso servizio a Paesi in tutto il mondo, pur continuando a fornire supporto per le elezioni in Venezuela.

Il segretario di Stato Usa Rex Tillerson ha minacciato di rimuovere Nicolas Maduro se il leader venezuelano non deciderà di lasciare di sua spontanea volontà. "Stiamo valutando tutte le nostre opzioni politiche per creare un cambio di condizioni in cui o Maduro decide che non ha un futuro e vuole andarsene di sua spontanea volontà, oppure noi possiamo riportare i procedimenti governativi alla loro costituzione", ha detto ieri Tillerson durante un incontro stampa dichiarandosi "molto preoccupato" dei recenti sviluppi nel Paese sudamericano. Le dichiarazioni del segretario di Stato sono riportate in una trascrizione del briefing pubblicata sul sito del dipartimento di Stato Usa e uno dei passaggi è stato twittato da Julian Assange.

I due leader dell'opposizione venezuelana, Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma, sono stati arrestati dai servizi di intelligence (Sebin). Lo riferisce El Pais citando tweet di amici e parenti dei due. La moglie di Lopez, Lilian Tintori, ha scritto che gli agenti "hanno portato via Leopoldo da casa": "Non sappiamo dove si trovi. Maduro è responsabile se succede qualcosa", ha aggiunto. In carcere dal 2014 per istigazione alla violenza di piazza e altre accuse, Lopez si trovava ai domiciliari dall'8 luglio.

Nel suo primo discorso pubblico dopo l'annuncio dei risultati nelle elezioni per l'Assemblea Costituente, il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha annunciato che l'organismo servirà per prendere misure contro il Parlamento, la Procuratrice Generale, i dirigenti dell'opposizione e la stampa indipendente. 

Resiste il presidente delle Camere Julio Borges, che parla di 'uno scenario di scontro violento', perché l'opposizione non vuol cedere le sede del legislativo all'Assemblea, di cui non riconosce la legittimità. Contro la Costituente voluta da Maduro si schiera anche la Procuratrice Generale, Luisa Ortega Diaz. Le elezioni per l'Assemblea Costituente svoltesi in Venezuela sono "uno schiaffo al popolo e alla sua sovranità", che serve solo a soddisfare le "ambizioni dittatoriali" di un "piccolo gruppo" che vuole perpetuare "il potere assoluto in mano ad una minoranza". La Procuratrice in una breve conferenza stampa ha chiamato i cittadini a "disconoscere l'origine, il processo e il presunto risultato di questa Costituente immorale".

Intanto, il bilancio della repressione è di 14 morti solo domenica: tra le vittime anche una ragazzina di 15 anni a San Cristobal, nell'ovest del Paese. 

Mentre il governo ha continuato ad assicurare che nel paese "regna la calma" e, nonostante la bassa affluenza, ha definito le elezioni un "successo storico" del chavismo. Un appello alla comunità internazionale è stato lanciato dal leader dell'opposizione Leopoldo Lopez che chiede di non riconoscere il voto e denuncia la "brutale repressione della protesta".

I dati ufficiali parlano di un'affluenza del 41,5%, mentre l'opposizione di una astensione dell'87%. Aumentano i paesi americani che non riconosceranno l'esito dello scrutinio: Messico, Colombia, Perù e Argentina; il Cile parla di voto "illegittimo". E gli Stati Uniti impongono sanzioni al presidente del Venezuela. Le sanzioni a Maduro si vanno ad aggiungere alla già lunga lista degli esponenti del governo venezuelano finiti sotto nel mirino delle autorità americane. L'amministrazione Trump congela gli asset di Maduro sotto la giurisdizione americana e vieta agli americani di fare affari con lui.

"In Venezuela c'è una situazione al limite della guerra civile e di un regime dittatoriale. Una realtà che non riconosceremo: non riconosceremo l'assemblea costituente voluta da Maduro". Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in un'intervista al Tg5. "Ricordiamo che ci sono 130mila italo venezuelani in condizioni molto precarie. Ci muoviamo dunque sul piano diplomatico e su quello della difesa dei nostri connazionali", aggiunge.

Bilancio procura, 121 i morti  - Sono 121 le persone morte negli scontri di piazza in Venezuela e almeno 1.958 quelle rimaste ferite. E' il bilancio della procura venezuelana comunicato dalla procuratrice generale Luisa Ortega Diaz che per la prima volta attribuisce la responsabilità di queste morti: almeno il 25% di morti sono stati uccisi dalle forze dell'ordine e il 40% da gruppi di civili armati. "Il peggio è che siamo testimoni anche di crimini contro l'umanità", ha aggiunto la Procuratrice: "Il Venezuela non merita questo, sono gravi violazioni dei diritti umani che intendo continuare a denunciare".

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