Un peschereccio di Mazara assaltato a mitragliate tra Libia e Tunisia

L'episodio, avvenuto mercoledì sera all'imbrunire, sarebbe legato alla cosiddetta "guerra del pesce"

Un peschereccio mazarese l''Anna madre', che si trovava a circa 30-35 miglia Nord-Est dalla località tunisina di Zarzis insieme ad un altro l''Aliseo' è stato preso di mira da una motovedetta tunisina. L'equipaggio dell' Aliseo, che era nelle vicinanze e ha assistito alla scena, ha attivato la Marina militare italiana che ha fatto giungere sul posto un elicottero e una nave militare. Un intervento che ha permesso di evitare il peggio facendo allontanare l'imbarcazione a quanto pare appartenente alle autorità doganali tunisine.

L'episodio, avvenuto mercoledì sera all'imbrunire, sarebbe legato alla cosiddetta "guerra del pesce", anche se si inserisce nel clima di tensione che accompagna la missione italiana in Libia per fronteggiare l'emergenza immigrazione. Dall'imbarcazione sono partiti alcuni colpi d'arma da fuoco all'indirizzo del peschereccio che hanno subito dato l'allarme via radio. L'intervento contemporaneo dell'elicottero italiano e dell'unità militare tunisina ha costretto gli aggressori a desistere dall'assalto. "Esprimo grande apprezzamento - ha dichiarato il presidente del Distretto della Pesca Giovanni Tumbiolo - per l'azione sinergica ed operativa del ministero degli Affari esteri italiano e dell'Ambasciata italiana a Tunisi, della Marina militare italiana e della Marina militare tunisina. Tuttavia - ha aggiunto - registriamo indignazione e sgomento per quanto accaduto, un ulteriore episodio di una guerra del pesce che dura da oltre 50 anni e mette a repentaglio l'incolumità dei nostri pescatori".

"''Alle 19 si è avvicinata la motovedetta tunisina in alto mare. Due persone a prua hanno cominciato a spararci contro a mitraglia. Siamo scappati chi in ghiacciaia chi in sala macchine''. Lo dice all'ANSA al telefono satellitare Giacomo Giacalone, 28 anni, da nove anni comandante dell'Anna Madre il peschereccio attaccato ieri nel canale di Sicilia. Il natante era partito l'1 agosto per una battuta di pesca di 30-40 giorni di triglie, dentici e calamari. Ogni 3-4 giorni il natante va a depositare il pescato a Lampedusa per la spedizione.

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