Boko Haram, in Nigeria saltano in aria cinque bambine-kamikaze

Vicino a una moschea a Maiduguri, è strage

Giovedì sera. Cinque ragazzine si muovono senza fretta all'esterno di una moschea di Maiduguri, come tante altre coetanee si spostano tra le centinaia di fedeli che aspettano di partecipare alla preghiera della sera. Preparano un nuovo orrore e forse neppure lo sanno. Le cinque ragazzine indossano cinture e giubbotti esplosivi e saltano in aria quasi nello stesso momento nella città nigeriana, capoluogo del tormentato stato nord-orientale di Borno.

La più giovane aveva 9 anni, la più grande non più di 14: loro e le altre hanno compiuto l'ennesimo massacro di innocenti. Le forze di sicurezza hanno riferito che i morti sono stati 14 comprese le bambine, i feriti 39. Anche la sede della milizia locale di vigilanza, accanto alla moschea, ha subito gli effetti distruttivi delle deflagrazioni. Il numero delle vittime potrebbe aumentare dato che molti feriti hanno subito mutilazioni e sono in gravi condizioni. Le esplosioni, hanno raccontato i militari, sono avvenute poco prima della preghiera quando la zona della moschea era molto affollata.

Solo due settimane fa a Maiduguri in attacchi analoghi erano morte più di 100 persone. L'attentato multiplo non è stato rivendicato ma le autorità lo attribuiscono ai Boko Haram, i fondamentalisti islamici che proprio in quest'area (Stato di Borno) sei anni fa hanno dato il via alla loro guerra sanguinosa per l'instaurazione della Sharia (la legge islamica), con un bilancio di oltre 17.000 morti e più di un milione e mezzo di sfollati costretti a fuggire dalle loro case e dai loro villaggi.

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