Nave italiana attaccata da pirati nel Golfo del Messico

Si tratta della Remas della Micoperi di Ravenna. L'equipaggio ha respinto l'assalto. A bordo 9 marittimi italiani, 2 feriti in maniera non grave

Una nave italiana è stata attaccata stanotte da un gruppo di pirati nel golfo del Messico. Lo riferiscono fonti della Farnesina. L'Unità di Crisi del ministero degli Esteri "segue con la massima attenzione e in raccordo con l'ambasciata d'Italia a Città del Messico".
    Secondo quanto si apprende, ci sarebbero dei marittimi italiani rimasti feriti nell'assalto.

 Si tratta della nave Remas di proprietà della Micoperi, azienda con base a Ravenna che rappresenta uno dei maggiori contractor dell'industria offshore. Lo conferma la stessa azienda contattata dall'ANSA. La Remas è una nave di rifornimento per le piattaforme petrolifere offshore, è lunga 75 metri e con un tonnellaggio di 2.600 tonnellate. E' stata costruita nel 2011 in Turchia e al momento naviga con bandiera italiana.  

Sono due i marittimi italiani rimasti feriti in maniera non grave durante l'attacco pirata alla nave Remas nel Golfo del Messico. Il primo è stato ferito al ginocchio da una pallottola in uno scontro a fuoco, l'altro è stato colpito in testa con un corpo contundente. L'equipaggio ha respinto l'assalto. Sono nove in totale i marittimi italiani a bordo. 

"Pensavo di vivere in un film. Mi sono trovato cosparso di sangue non mio. Con questo ragazzo a terra. Mi ha guardato e mi ha detto 'mi hanno sparato'". Così racconta le fasi iniziali del drammatico abbordaggio subito da una nave italiana nel Golfo del Messico il primo ufficiale della nave stessa, Alessandro Fiorenza. In quei momenti "non mi ero neanche accorto che dietro di me c'erano i pirati", continua il racconto che Fiorenza ha fatto in un audio al comandante di rimorchiatore Gianluigi Spinosa, pubblicato in esclusiva da Repubblica.it.

"Sono andato in cucina a prendere delle bende. Ho cercato di fermare il sangue con dei fili elettrici, del caricabatterie del telefono", ma "dei marinai si erano chiusi in una cabina e loro pensavano che io fossi un pirata e non mi aprivano. Allora mi sono preso questo ragazzo ferito e me lo sono tenuto stretto stretto e gli dicevo 'non ti preoccupare, ti hanno colpito alle gambe'". Poi, continua Fiorenza, "hanno massacrato di botte un marinaio che stava di guardia. Hanno puntato le pistole in faccia alla gente" ma "sono riuscito a dare l'allarme", mentre "i pirati passavano dietro di me. Ma non mi hanno fatto nulla, forse hanno capito che stavo soccorrendo un ferito".
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA