• Siria, da curdi stop a operazioni anti-Isis. Erdogan in Russia da Putin il 22

Siria, da curdi stop a operazioni anti-Isis. Erdogan in Russia da Putin il 22

Appello leader curdo: 'il mondo fermi il Sultano'

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sarà in visita il 22 ottobre in Russia per incontrare Vladimir Putin.

In precedenza, Erdogan ha detto che "e i terroristi se ne vanno dalla zona di sicurezza" che la Turchia vuole creare ai suoi confini nel nord della Siria "l'operazione Fonte di pace finirà". Aggiungendo poi che "ci sono alcuni leader che cercano di mediare" tra la Turchia e le forze curde nel nord della Siria. Ma "non è mai accaduto nelle storia della Repubblica turca che lo Stato si segga allo stesso tavolo di un'organizzazione terroristica". Erdogan sottolinea che "nella sua storia la Turchia non ha mai compiuto massacri di civili e non lo fa neppure ora". Il presidente turco  fa poi sapere che non incontrerà la delegazione americana in Turchia, di cui fa parte il vicepresidente Mike Pence, che comunque incontrerà la controparte. "Quando verrà Trump, vedrò lui"

Intanto le forze curde hanno annunciato il 'congelamento' delle loro operazioni di contrasto all'Isis. Lo ha annunciato il comandante Mazloum Kobani alla tv Ronahi. "Avevamo già sottolineato che la guerra all'Isis non sarebbe più stata una priorità, per quanto ci riguarda, in caso di attacco turco. Per questo, tutte le nostre operazioni anti-Isis sono interrotte", ha detto il generale. "Abbiamo chiesto al presidente Trump di mantenere le proprie promesse, per assicurare la stabilità della regione e proteggere le zone dove abbiamo combattuto l'Isis", ha aggiunto, sottolineando che Trumpo "ci ha promesso di chiamare Erdogan per fermare gli attacchi". 

Appello, intanto, del deputato turco Hisyar Ozsoy, responsabile Esteri del partito filo-curdo Hdp, unica forza parlamentare in Turchia a opporsi all'offensiva, che all'ANSA dice: "C'è una crescente pressione internazionale sulla Turchia per fermare l'invasione in Siria e trovare una soluzione attraverso il dialogo. Ma i leader mondiali devono mantenere la pressione su Erdogan, perché se ne avrà l'opportunità cercherà di distruggere tutte le forze curde".

Nel frattempo, l'Osservatorio siriano per i diritti umani riferisce che "violenti scontri' tra i combattenti curdi appoggiati da forze dell'esercito regolare siriano e i miliziani arabi filo-Ankara nei pressi dell'autostrada strategica M4, che attraversa il nord della Siria da Aleppo alla frontiera irachena, a una trentina di chilometri dalla frontiera turca. 

E sono 637 i "terroristi neutralizzati" (cioè uccisi, feriti o catturati) dall'inizio dell'operazione militare della Turchia nel nord-est della Siria. Lo dice il ministero della Difesa di Ankara, aggiornando la cifra precedente di 611. Il presidente Erdogan precisa che almeno 556 di questi combattenti sono stati uccisi.

 

 

 

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