Escalation di scontri a Hong Kong, la polizia spara

Non si placano le proteste, cresce l'irritazione di Pechino

Solo verso mezzanotte la polizia di Hong Kong è riuscita a riprendere il controllo di Tsuen Wan, distretto dei Nuovi Territori, chiudendo un weekend di escalation dello scontro che ha toccato punte critiche tra l'intervento di automezzi con i cannoni ad acqua, agenti che hanno puntato le pistole contro manifestanti e giornalisti e sparato verso l'alto colpi di avvertimento e lancio di mattoni, molotov e altri oggetti contundenti all'indirizzo delle forze dell'ordine. Le immagini sui social media, raccolte durante le proteste da media locali e attivisti, hanno mostrato momenti di grandissima tensione e violenza da entrambi i fronti. I due mezzi con cannoni ad acqua, comprati di recente, sono apparsi a Yeung Uk Road e Tai Ho Road dopo il lancio di mattoni, molotov, spranghe e pali di bambù verso gli agenti in tenuta antisommossa.

Sono stati testati contro le barriere erette per bloccare le strade e il traffico, mentre i Raptors, le unità d'elite della polizia, sono entrati in azione a Chung On Street per disperdere i dimostranti. Eppure, la giornata era iniziata nel migliore dei modi: circa 400 persone si sono unite nel cuore dell'ex colonia alla marcia dei familiari degli agenti di polizia allo scopo di chiedere che il governo della città "restituisca la polizia al popolo", risolvendo la crisi con la soluzione politica e non con la forza. Nel primo pomeriggio, invece, in migliaia si sono presentati a dispetto della pioggia alla marcia, autorizzata in extremis, da Kwai Fong a Tsuen Wan, ultimo evento del 12/mo weekend di fila di proteste pro-democrazia che da due mesi e mezzo sono in corso a Hong Kong: ad aprire il corteo un grande striscione a ricordare che "le 5 richieste importanti sono indispensabili".

   

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