Inviate a Parigi le scatole nere del Boeing 737 Max 8 precipitato in Etiopia

Le scatole nere del Boeing 737 Max 8 della Ethiopian Airlines precipitato domenica scorsa ad Addis Abeba sono state inviate a Parigi per essere analizzate: lo ha reso noto oggi la stessa compagnia aerea.

Ieri l'Etiopia aveva scelto di affidare alla Germania le scatole nere del velivolo, ma l'ente federale tedesco per gli incidenti aerei aveva declinato la richiesta per "mancanza del software necessario" ad analizzarle.

I due registratori di volo sono stati danneggiati nello schianto e l'estrazione dei dati appare complessa. L'Etiopia aveva annunciato di volerli inviare in Europa perché non dispone della tecnologia necessaria alla lettura dei dati.

Intanto, anche gli Stati Uniti hanno deciso non far volare i 737 Max e la Boeing ha annunciato la messa a terra dell'intera flotta.

In seguito al disastro aereo della Ethiopian Airlines ad Addis Abeba con 157 morti (di cui 8 italiani), il colosso aeronautico di Seattle, preceduto da un tweet del presidente Usa Donald Trump, ha ribadito la sua piena fiducia nel modello. Ma ha annunciato di aver raccomandato, "per abbondanza di precauzione e per rassicurare il pubblico, alla Federal Aviation Administration (FAA), la temporanea sospensione dell'intera flotta di 371 velivoli 737 Max". "Boeing è un'azienda straordinaria e sta lavorando duro", aveva twittato poco prima Trump annunciando il fermo dei 737 Max anche in America e facendo perdere un nuovo 2,49% al titolo Boeing dopo il crollo di ieri in Borsa.

Ma il sospetto che si addensa sul modernissimo velivolo e sul suo software di volo incriminato è per ora un nodo duro da sciogliere.

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