Brasile: ultimatum scaduto, 'Lula resta nella sede del sindacato'

Ex presidente potrebbe aspettare polizia in sede sindacato

  Scaduto l'ultimatum del giudice Sergio Moro, che aveva ordinato all'ex presidente brasiliano di 'consegnarsi volontariamente' alla Polizia Federale a Curitiba entro le 17 di oggi (le 22 in Italia), Lula non si è consegnato alla giustizia. Ma i suoi avvocati, secondo i senatori - Humberto Costa, capogruppo nella camera alta del Partito dei Lavoratori (Pt) di Lula e Jaoa Capiberibe, del Partito Socialista Brasiliano (Psb) - stanno negoziando con la polizia federale.

Lula da Silva "non intende andare al macello a testa bassa, per sua libera e spontanea volontà", ha detto oggi uno degli avvocati dell'ex presidente brasiliano, José Roberto Batochio, in dichiarazioni al quotidiano Folha de Sao Paulo. Secondo il legale, il fatto che Lula non si sia consegnato alla polizia di Curitiba al termine della scadenza fissata ieri dal giudice Sergio Moro "non è un atto di ribellione", bensì l'esercizio "di un diritto fondamentale di ogni persona, che è quello di preservare la sua libertà e di non partecipare in nessuna aziona che possa sopprimerla". La tesi della difesa di Lula, dunque, sembra essere che l'ex presidente è formalmente alla disposizione della polizia federale se i suoi agenti vengono ad arrestarlo -"non si sarà resistenza, né ci sarà violenza", ha precisato Batochio- ma non intende consegnarsi spontaneamente. Fonti della polizia di San Paolo hanno però indicato ai media locali che non intendono procedere ad un'operazione per arrestare l'ex presidente nella sede del sindacato metallurgico Abc di Sao Bernardo dos Campos, almeno finché questa sarà circondata da migliaia di manifestanti pro Lula, giacché un'azione di questo tipo comporterebbe un "rischio di sicurezza troppo grande, tanto per il detenuto come per i poliziotti".

Lula resterà nella sede del sindacato metallurgico di Sao Bernardo dos Campos, nella periferia di San Paolo, ma questo non significa che non intende rispettare l'ordine di carcerazione emesso dal giudice Sergio Moro. Lo ha detto la presidente del Partito dei Lavoratori (Pt), Gleisi Hoffmann. "Che sia chiaro che non vi è, da parte del presidente Lula, nessuna disubbidienza al mandato del giudice Moro", ha detto alla folla riunita davanti alla stessa sede sindacale, dove l'ex presidente brasiliano - che non si è fatto vedere - è rinchiuso da ieri.
Secondo Hoffmann, Lula "aveva la possibilità di andare a Curitiba, ma ha scelto di rimanere qui, in un luogo pubblico, e tutti sanno che è qui, il mondo intero sa che è qui. E qui rimarrà". Poco prima di parlare alla folla, la presidente del Pt ha annunciato su Twitter che siccome la seconda moglie di Lula - Marisa Leticia, morta nel febbraio dell'anno scorso - domani avrebbe compiuto 67 anni, "alle 9.30 celebreremo una messa in suo onore nel sindacato metallurgico, con Lula e la sua famiglia".
   
   "Se vogliono prenderlo, che vengano a prenderlo qui, in mezzo al suo popolo - ha detto il senatore del Partito dei Lavoratori (Pt) Lindbergh Farias riferendosi alla sede del sindacato -. Lula è innocente, e un innocente non si consegna in quel modo".

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