Altra notte di guerriglia in Francia, 25 fermi

E' la sesta dopo l'aggressione a Theo

Sono 25 le persone fermate questa notte nel dipartimento della Seine-Saint-Denis e una a Aulnay-sous-Bois, secondo quanto riportato dal sito dell'Express, scatenate dopo le accuse di violenza alla Polizia nei confronti di Théo, il ragazzo 22enne di Aulnay-sous-Bois.
Secondo una fonte della Polizia "la notte scorsa è paragonabile a quella precedente" con incidenti sparsi: qualche macchina e cassonetto bruciati e lanci di oggetti che non hanno comunque provocato feriti.
Un'altra fonte riferisce che i lanci di oggetti e le macchine bruciate sarebbero 'in netta diminuzione'. Ma la tensione è ancora molto forte a Aulnay-sous-Bois, teatro del fermo di Théo e della conseguente aggressione da parte di 4 agenti, ora indagati per violenze di gruppo e uno per stupro

IL VIDEO DELLE VIOLENZE

 

La paura, invece, è proprio questa. La banlieue in questo momento si ritrova a essere di nuovo pericolosamente infiammabile, con la sua rabbia sotterranea che monta e che sa essere esplosiva, come lo fu 12 anni fa, anche se gli appelli alla calma si sono moltiplicati. Lo ha fatto Théo, diventato un simbolo della periferia suo malgrado, dal letto d'ospedale dove è stato operato e dove è ricoverato da giovedì scorso; lo ha fatto la sua famiglia fin dall'inizio; lo ha fatto oggi Bruno Beschizza, sindaco di Aulnay-sous-Bois. Lui, che è un ex poliziotto di origini italiane, fin dall'inizio non ha fatto mancare il suo sostegno a Théo e alla sua famiglia: "La maggioranza dei giovani di Aulnay è un esempio positivo e questo ragazzo fa parte di questa maggioranza". E si è appellato alla "responsabilità collettiva per porre fine a questo clima di tensione". Tensione che si è respirata a Aulnay fino all'appello di Théo che sembra aver avuto il suo effetto: lì non si registrano episodi di guerriglia notturna da due notti mentre invece è caldissima l'atmosfera nel dipartimento della Seine-Saint-Denis, dove anche ieri sono stati incendiati alcuni cassonetti e diverse autovetture. Due persone arrestate per violenze delle notti scorse sono state condannate a 6 mesi di carcere senza la condizionale. Altre tre, tra cui un padre di famiglia di 34 anni, sono state condannate a 2 e 3 mesi con la condizionale. Manifestazioni in sostegno di Théo si sono svolte in diverse città francesi. A Parigi si sono riunite alcune centinaia di persone per due sere di seguito. A Rennes erano 200 i manifestanti, ed è stato dato fuoco ad alcuni cassonetti. A Nantes fermate 6 persone. C'é anche stato qualche tiro di lacrimogeno. La violenza raccontata da Théo e testimoniata dalle immagini ha suscitato indignazione nella maggioranza della classe politica, a partire da François Hollande, che è andato a trovare il ragazzo. Sono scese in campo le associazioni contro il razzismo, è stata organizzata una marcia di sostegno al grido di "Giustizia per Théo" alla quale ha partecipato la grande maggioranza della 'cité' dove Théo vive. Ma ora, dopo il rapporto dell'ispettorato di polizia, si temono la rabbia della banlieue e l'arrivo della notte. Nessuno ha dimenticato i giorni, ma soprattutto, le notti del 2005.

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