Francia: Fillon denuncia un 'colpo di stato istituzionale'

Dopo esplosione caso sul presunto lavoro fittizio della donna

Il candidato alle presidenziali per la destra francese, Francois Fillon, ha denunciato "un colpo di stato istituzionale da parte del potere" in riferimento alle accuse di lavori fittizi in Parlamento a sua moglie Penelope e ai suoi due figli. Secondo la radio RTL, Fillon ha chiesto ai suoi di "resistere 15 giorni".

In precedenza il candidato della destra, secondo quanto aveva riferito BFM-TV citando dichiarazioni alla Reuters, si era detto "sereno e fiducioso" pur denunciando "un'operazione di calunnia senza precedenti nella Quinta repubblica".

Nel quadro delle indagini preliminari sul Pénélopegate sono già state effettuate perquisizioni nella sede del parlamento francese: gli inquirenti si sono fatti consegnare documenti relativi al caso che scuote il candidato della destra alle presidenziali. Martedì sera, poco dopo le 20.00, si è concluso, in località mantenuta segreta, l'interrogatorio dei coniugi Fillon, convocati nell'ambito dell'inchiesta sul presunto lavoro fittizio da assistente parlamentare di Penelope Fillon.

Nuove imbarazzanti rivelazioni arrivano intanto dal Canard Enchainé. Secondo il giornale la moglie di Fillon ha intascato oltre 900.000 euro come assistente parlamentare del marito e come collaboratrice alla Revue des Deux Mondes.

In seguito alle rivelazioni del settimanale Le Canard Enchainé la procura di Parigi ha aperto un'inchiesta preliminare per abuso d'ufficio e appropriazione indebita. Le indagini preliminari hanno permesso a polizia e magistrati di maturare la certezza che Madame Fillon non ha mai disposto di un badge d'accesso né di un indirizzo di posta elettronica ufficiale dell'Assemblée Nationale, ai tempi in cui almeno sulla carta era assistente parlamentare del marito, tra il 1998 e il 2007.

Per il legale, Antonin Levy, non c'è nulla di illegale. "Tanti assistenti parlamentari che vengono dalla provincia non dispongono di un badge: Penelope Fillon non è l'unica in questa situazione". Lo stesso vale per l'indirizzo mail: "La grande maggioranza" dei portaborse non ne hanno uno a loro nome ma usano quello del loro deputato di riferimento. "Questi due elementi non rappresentano dunque un problema", taglia corto Levy, precisando, tra l'altro, che la questione non è stata evocata ieri nel lungo interrogatorio della coppia. Di fatto, scrive Le Parisien, gli assistenti parlamentari usano la messaggeria elettronica dei loro capi. E però, puntualizzano fonti del Palais Bourbon, "non esiste" che non abbiano un badge. Nell'interrogatorio di oltre cinque ore al tribunale di Versailles gli inquirenti si sono concentrati soprattutto sull''ufficio di collegamento' di Fillon nel suo 'feudo' elettorale della Sarthe, che in realtà non esiste. "L'ufficio di permanenza si trova a casa loro", ha sostenuto Levy. L'indagine preliminare per abuso d'ufficio e appropriazione indebita ha l'obiettivo di chiarire la natura del lavoro effettuato da Madame Fillon per il marito e poi per il supplente di quest'ultimo, quando lui si dimise dal parlamento per entrare nel governo. Da assistente parlamentare Penelope Fillon ha guadagnato oltre mezzo milione di euro in otto euro. Nonostante la secca smentita in molti continuano a sospettare che si trattasse di un impiego fittizio.

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