Elicotteri Usa Apache in azione a Mosul

Esplosivi e cecchini rimangono nei villaggi conquistati. L'Onu teme un esodo di civili

Elicotteri Apache americani sono entrati in azione nella battaglia per strappare all'Isis Mosul, bombardando obiettivi dello Stato islamico la scorsa notte. Lo ha detto il generale Gary Volesky, comandante delle forze di terra degli Usa e della Coalizione internazionale in Iraq, parlando da Baghdad in videoconferenza con un gruppo di giornalisti a Washington. Il generale non ha fornito particolari sulle operazioni compiute, citando motivi di sicurezza.

Intanto un alto comandante iracheno, generale Talib Shaghati, ha stimato oggi a circa 6.000 il numero di jihadisti dell'Isis trincerati nella città di Mosul, lanciando loro un appello perché depongano le armi

Rallenta intanto l'offensiva verso Mosul dell'esercito iracheno da sud, e in particolare quella dei miliziani Peshmerga curdi da est, dopo che ieri gli stessi curdi avevano detto di essere arrivati ad una quindicina di chilometri dalla città.

Una inviata della televisione panaraba Al Arabiya vicino alla linea del fronte tra le forze curde e i miliziani dell'Isis riferisce che i Peshmerga si sono praticamente fermati, dopo aver affermato di avere preso il controllo ieri di 8-10 villaggi ad est della città roccaforte dello Stato islamico. Ma la stessa giornalista sottolinea che da alcuni di questi villaggi si vedono ancora alzarsi colonne di fumo degli incendi appiccati dai jihadisti, che quindi sembrano ancora presenti. In particolare, i curdi non sono ancora riusciti a prendere il controllo del principale villaggio cristiano di questa regione, quello di Bartella.

La televisione curda Rudaw sottolinea che a sud le forze dell'esercito di Baghdad sono costrette ad avanzare lentamente, villaggio dopo villaggio, per bonificare gli abitati da esplosivi lasciati dai jihadisti in ritirata, per la presenza di cecchini e per il pericolo di attacchi suicidi. "Questa offensiva non è una passeggiata verso Mosul, ma una lenta avanzata", sottolinea l'emittente.

"Non ci sono prove che gruppi di foreign fighters siano diretti verso l'Ue se Mosul cade. Monitoriamo la situazione sul terreno e siamo ben preparati per qualsiasi evenienza", ha detto il commissario Ue a Migrazione e Affari Interni Dimitris Avramopoulos in un'intervista all'ANSA.

E se la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova citata da Interfax prospetta a Mosul "un disastro umanitario su vasta scala", anche l'Onu teme che circa 200.000 persone potrebbero essere costrette a fuggire nelle prime settimane dopo l'inizio dell'offensiva militare anti-Isis in Iraq.

L'Ufficio dell'Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) in una nota fa sapoere comunque che i rapporti relativi alle prime 36 ore delle operazioni militari, avvenute in zone poco popolate, non indicano una fuga di massa delle popolazioni civili. Lo scenario più pessimistico dell'Onu sulle conseguenze dell'offensiva per la riconquista di Mosul evoca un milione di sfollati, con circa 700.000 persone in cerca di un alloggio di
emergenza.

L'Onu si prepara ad affrontare l'esodo, mentre sussistono serie preoccupazioni per la protezione dei civili, afferma la nota dell'Ocha con le ostilità che si avvicinano a zone densamente popolate e urbane. Rifugi sono stati allestiti per circa 60.000 persone in campi e siti di emergenza ed è stato accelerato l'allestimento di ulteriori siti, con una capacità per circa 250.000 persone, precisa l'Ocha.

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Ogni tentativo dei miliziani dell'Isis in fuga da Mosul di entrare nel territorio siriano sarà considerato come "un attacco alla sovranità della Siria" e sarà contrastato "con tutta la forza e i mezzi a disposizione". Lo afferma oggi in un comunicato l'esercito di Damasco. "Il comando generale dell'esercito - riferisce l'agenzia governativa Sana - afferma che la battaglia per liberare Aleppo e tutto il territorio iracheno dal terrorismo è la sua battaglia". I vertici militari accusano poi "i sostenitori del terrorismo internazionale", primi fra tutti gli Usa e l'Arabia Saudita, di volere creare un corridoio per fare arrivare oltre frontiera i jihadisti in fuga da Mosul, avvertendo che questo "piano maligno" sarà contrastato con durezza.

 

Stamattina intanto due autobomba guidate da kamikaze sono state fatte esplodere stamane dall'Isis a ridosso delle linee delle forze governative irachene nei pressi del villaggio di Hamdaniya, 35 chilometri a sud-est di Mosul. Per il momento non si hanno notizie di vittime. Lo riferisce la televisione curda irachena Rudaw, aggiungendo che le forze di Baghdad, appoggiate dalle milizie sciite lealiste, si apprestano a lanciare oggi un attacco per strappare questo villaggio allo Stato islamico nell'ambito dell'offensiva per riconquistare Mosul. Intensi bombardamenti della Coalizione internazionale a guida Usa sono in corso sulla regione. Nella stessa area, aggiunge Rudaw, ieri sera le forze governative sono state costrette a ritirarsi dal villaggio di Abbasiyah, che avevano conquistato, quando miliziani dell'Isis sono usciti da una rete di tunnel sotterranei e le hanno attaccate

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