Migranti, Tusk: su proposta turca ancora non ci siamo

Presidente del Consiglio europeo in visita a Nicosia

Il Consiglio europeo ha adottato il regolamento per un meccanismo di risposta in caso di gravi situazioni umanitarie causate dalla crisi dei profughi nei Paesi Ue. Questo permetterà ora di aiutare la Grecia, nell'affrontare i bisogni umanitari dei 35mila migranti rimasti bloccati sul suo territorio dopo la chiusura della rotta balcanica. Proprio per oggi è prevista la visita del commissario europeo all'Immigrazione Dimitris Avramopoulos a Idomeni, alla frontiera macedone. Intanto Consiglio e Parlamento Ue lavorano per approvare un emendamento al budget 2016 presentato dalla Commissione. L'esecutivo di Bruxelles ha stimato la necessita' di uno stanziamento di 700 milioni per il 2016-2018, di questi 300 milioni di euro nel 2016.

E il presidente del Consiglio europeo Tusk invita intanto la Turchia a rimodulare le proprie proposte sui migranti perché 'non ci siamo ancora': "la proposta turca per essere accettata dai 28 deve essere ancora riequilibrata, ma non ci siamo ancora". "Rafforzare la cooperazione con la Turchia sull'immigrazione è importante ma non dovrebbe e non sarà l'unico pilastro della strategia comune Ue".

In assenza di una politica comune europea sui modi di trattare e risolvere la crisi dei migranti la Serbia si comporterà allo stesso modo di Germania, Austria e dei paesi vicini che fanno parte della Ue: a dirlo il ministro dell'Interno di Belgrado Nebojsa Stefanovic. "La Serbia si aspetta che l'Europa arrivi a una posizione comune sulla crisi dei profughi, ma se cio' non avverra' noi seguiremo Germania e Austria: se loro dicono che non accoglieranno altri profughi, lo stesso fara' la Serbia", ha detto Stefanovic alla tv pubblica Rts. "Se i migranti non possono continuare il loro viaggio, noi non possiamo accoglierne ne' 20 ne' 50 ne' 1000". La Serbia ha chiuso le sue frontiere ai profughi come fatto dagli altri paesi della rotta balcanica - Macedonia, Croazia, Slovenia, Austria. 

E la polizia e l'esercito macedoni hanno cominciato oggi a rimandare in Grecia le centinaia, forse migliaia di migranti e profughi entrati ieri in territorio macedone attraversando il fiume Suva Reka. Con i migranti erano entrati illegalmente in Macedonia una trentina di giornalisti stranieri, che sono stati anch'essi espulsi verso la Grecia e multati ciascuno per 250 euro. Ieri sera il ministro degli Esteri macedone Nikola Poposki ha duramente criticato l'ingresso illegale dei migranti, ribadendo che solo una risposta unitaria da parte della Ue può risolvere la crisi ed evitare il proliferare del traffico di migranti clandestini.

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