Siria: raid su mercato, almeno 10 morti

Fonti documentano con foto, 'attacco del regime o della Russia'

E' di almeno 10 civili uccisi e decine di feriti il bilancio provvisorio di raid aerei su un mercato nella Siria nord-occidentale. Lo riferiscono all'ANSA fonti sul terreno, che documentano con foto e lista degli uccisi gli effetti di un attacco compiuto da aerei governativi siriani o russi nella cittadina di Ariha, a sud di Idlib. Intanto Russia e Turchia si rimpallano le responsabilità per bombardamenti e violazione degli spazi aerei.

Russia accusa Turchia, continua a bombardare - La Turchia continua a bombardare nella zona della Siria vicino al confine tra i due paesi: lo ha denunciato il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, in diretta tv. Secondo Erdogan, chi chiede ad Ankara perché abbia abbattuto il jet di Mosca è irragionevole, visto che la domanda dovrebbe essere piuttosto "perché la Russia ha violato lo spazio aereo turco?". In ogni caso, ha ribadito, la Turchia non è nemica della Russia, ricordando che Ankara non le aveva imposto sanzioni quando tutto il mondo lo faceva. Colpiti 187 obiettivi "terroristi" in 2 giorni - L'aviazione russa ha colpito 187 obiettivi dei "terroristi" in Siria in 62 raid aerei compiuti negli ultimi due giorni: lo sostiene il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, precisando che le incursioni sono state effettuate nelle province siriane di Hama, Raqqa, Aleppo e Homs.

Turchia, Mosca continua a violare spazio aereo - La Russia continua a violare lo spazio aereo della Turchia al confine con la Siria. Lo ha sostenuto oggi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, tornando a parlare delle tensioni con Mosca dopo l'abbattimento a novembre del jet russo alla frontiera. Secondo Erdogan, chi chiede ad Ankara perché abbia abbattuto il jet di Mosca è irragionevole, visto che la domanda dovrebbe essere piuttosto "perché la Russia ha violato lo spazio aereo turco?". In ogni caso, ha ribadito, la Turchia non è nemica della Russia, ricordando che Ankara non le aveva imposto sanzioni quando tutto il mondo lo faceva.
   

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