Dall'Italia 224,9 milioni al fondo sui tre miliardi alla Turchia

Juncker, bene sblocco fondi Turchia da parte di Roma

L'intesa raggiunta oggi dagli ambasciatori dei 28 sui tre miliardi destinati ai rifugiati siriani in Turchia prevede che un miliardo di euro sia finanziato dal budget europeo, mentre gli altri due miliardi dagli Stati, secondo il loro Reddito nazionale lordo. Si legge in una nota del Consiglio Ue. Il contributo dell'Italia sarà di 224,9 milioni di euro, il quarto più alto dopo Germania 427,5 milioni; Gran Bretagna 327,6 milioni e Francia 309,2 milioni. La Spagna è al quinto posto: verserà 152,8 milioni.

"I tre miliardi a favore della Turchia devono essere messi a disposizione. Tutti dobbiamo rispettare i nostri impegni. Anche il governo italiano, nel frattempo, s'e' detto disponibile. E' un fatto positivo che riconosco", aveva detto stamattina a Strasburgo il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, "Voglio dare torto a chi pensa che l'Europa sia in disfacimento", ha poi sottolineato Juncker lanciando un appello all'unità, in vista del prossimo Consiglio Ue. "Gli occhi di tutti gli osservatori sono su di noi: c'e' tra loro chi pensa - afferma Juncker - che l'Unione sia sul punto di disfarsi, passando da uno psicodramma a un altro. E chi invece pensa che si possa ripartire con coraggio e senso di responsabilità. Io vorrei dare torto ai primi". "Sui profughi s'è detto tutto, ma molto resta ancora da fare: non abbiamo alcun motivo per cui essere orgogliosi. La crisi dei migranti s'e' trasformata in una crisi di solidarieta' all'interno dell'Europa". "Oggi ci vorrebbe un nuovo e forte impegno comune. Le accuse reciproche - aggiunge - non portano a nulla, esiste una responsabilita' comune e tutti sono chiamati a rispettare le regole. Schengen - sottolinea Juncker - si salva applicando Schengen, in tutte le sue regole"</p

Sul fronte della flessibilità, intanto, Juncker ha sottolineato che "è giusto che la Commissione esamini i bilanci degli Stati come previsto dai Trattati. Svolgerà il suo ruolo senza seguire stupide politiche di austerità. Le flessibilità sono ampiamente sufficienti da permettere bilanci che comprendano il rispetto delle regole".

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