• Papa Francesco a Roma dopo il viaggio a Cuba e Stati Uniti

Papa Francesco a Roma dopo il viaggio a Cuba e Stati Uniti

Ha salutato la folla dal finestrino dell'aereo prima del decollo dall'aeroporto di Filadelfia

Papa Francesco è rientrato a Roma dal viaggio che lo ha portato a Cuba e negli Stati Uniti. Francesco ha salutato la folla dal finestrino dell'aereo dell'American Airlines prima del decollo dall'aeroporto di Filadelfia. Le tv americane hanno inquadrato il pontefice mentre prendeva posto sull'aereo con una bottiglietta d'acqua in mano. 

Francesco, prima della partenza per Roma, ha salutato all'aeroporto, alla presenza del vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il Comitato organizzatore dell'Incontro mondiale delle famiglie svoltosi nella città, i volontari e i benefattori. "Signor vice presidente - ha detto nel suo saluto -, le chiedo di rinnovare l'espressione della mia gratitudine al presidente Obama e ai membri del Congresso, insieme con l'assicurazione delle mie preghiere per il popolo americano. Questa terra è stata benedetta con enormi doni ed opportunità. Prego affinché siate buoni e generosi custodi delle risorse umane e materiali che vi sono state affidate". "Le vostre attenzioni nei miei confronti e la vostra accoglienza - ha aggiunto il Pontefice - sono segno del vostro amore per Gesù e della vostra fedeltà a Lui. E altrettanto lo sono l'attenzione per i poveri, per i malati, i senzatetto e i migranti, la vostra difesa della vita in ogni sua fase, come pure la preoccupazione per la vita familiare".

"Vergogna" per gli abusi sessuali è stata espressa dal Papa che, parlando ai vescovi ospiti dell'Incontro mondiale delle famiglie, a Filadelfia che chiude il viaggio del Pontefice a Cuba e negli Stati Unit. Francesco ha promesso "che tutti i responsabili degli abusi sessuali sui minori saranno puniti" sottolineando che "questi crimini non possono essere mantenuti in segreto per tanto tempo".

Il Papa ha incontrato a Filadelfia un gruppo di vittime della pedofilia da parte di membri del clero o di membri delle loro famiglie o loro educatori. Si è trattato di cinque persone adulte - tre donne, due uomini - che hanno subito abuso quando erano minori di età; ognuno di essi era accompagnato da un familiare o persona di sostegno. Lo riferisce il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. Il gruppo era accompagnato dal cardinale Sean Patrick O'Malley, arcivescovo di Boston e presidente della Commissione istituita dal Papa per la tutela dei minori, dall'arcivescovo di Filadelfia mons. Charles Chaput e dal vescovo Fitzgerald, responsabile dell'ufficio della diocesi di Philadelphia per la protezione dei minori. Il Papa si è intrattenuto con i visitatori ascoltando le loro testimonianze e rivolgendo loro alcune parole in comune e poi salutandoli singolarmente. Ha pregato con loro. Ha manifestato la sua partecipazione alla loro sofferenza, il suo dolore e vergogna in particolare nel caso delle ferite loro arrecate da membri del clero o collaboratori ecclesiali. Ha rinnovato l'impegno suo e della Chiesa perché tutte le vittime siano ascoltate e trattate con giustizia, i colpevoli siano puniti e i crimini di abuso siano combattuti con una efficace opera di prevenzione nella Chiesa e nella società. Il Pontefice ha ringraziato le vittime per il loro contributo essenziale per ristabilire la verità e iniziare il cammino del risanamento. L'incontro è durato circa mezz'ora ed è terminato con la benedizione del Papa.

"Vita non è solo ricerca 'mi piace' e 'followers'"  - Nel suo discorso ai vescovi ospiti dell'Incontro mondiale delle famiglie, nel Seminario San Carlo Borromeo di Filadelfia, papa Francesco ha parlato di "una grande ferita" prodotta dalla società che riduce tutti a "consumatori". "Oserei dire - ha sottolineato - che una delle principali povertà o radici di tante situazioni contemporanee consiste nella solitudine radicale a cui si trovano costrette tante persone". "Inseguendo un 'mi piace', inseguendo l'aumento del numero dei 'followers' in una qualsiasi rete sociale, così le persone seguono la proposta offerta da questa società contemporanea - ha osservato -. Una solitudine timorosa dell'impegno in una ricerca sfrenata di sentirsi riconosciuti". "Senza la famiglia, anche la Chiesa non esisterebbe: non potrebbe essere quello che deve essere, ossia segno e strumento dell'unità del genere umano". Lo ha detto papa Francesco nell'incontro con i vescovi ospiti del Meeting mondiale delle famiglie, a Filadelfia. Il Papa ha però avvertito che "tempo fa, vivevamo in un contesto sociale in cui le affinità dell'istituzione civile e del sacramento cristiano erano corpose e condivise: erano tra loro connesse e si sostenevano a vicenda. Ora non è più così". Nel suo invito ai vescovi alla cura e al sostegno alla famiglia, tra i problemi attuali che attentano all'istituto familiari il Papa ha sottolineato la sempre maggiore resistenza dei giovani a sposarsi: "ci sono tanti che rimandano il matrimonio in attesa delle condizioni di benessere ideali. Intanto la vita si consuma, senza sapore".

Una grande ovazione delle migliaia di persone presenti ha accolto l'arrivo di papa Francesco in "papamobile" aperta nell'area del Benjamin Franklin Parkway, a Filadelfia, dove il Pontefice ha partecipato alla festa delle famiglie e alla veglia di preghiera dell'Incontro mondiale 2015. Durante la serata esibizioni di artisti - tra gli altri Aretha Franklin e Andrea Bocelli -, letture, testimonianze, momenti di preghiera. Non possiamo pensare a una società sana che non dia spazio concreto alla vita familiare. Non possiamo pensare al futuro di una società che non trovi una legislazione capace di difendere e assicurare le condizioni minime e necessarie perché le famiglie, specialmente quelle che stanno incominciando, possano svilupparsi". 

Futuro Chiesa è in ruolo più attivo laici e donne
A Filadelfia Meeting mondiale famiglie. In serata parata di star
Arrivato a Filadelfia per l'Incontro mondiale delle famiglie, dopo i giorni di Washington e New York che lo hanno visto al centro delle questioni politiche globali, papa Francesco lancia subito un forte messaggio alla Chiesa per maggiori spazi e responsabilità ai laici, e in particolare alle donne. Nel suo primo appuntamento nella città-simbolo dell'Indipendenza americana - ma "oggi vorremmo cambiarci il nome in Francisville", gli dice l'arcivescovo Charles Chaput al termine della messa in cattedrale col clero della Pennsylvania - papa Francesco non esita ad affermare che "il futuro della Chiesa, in una società che cambia rapidamente, esige già fin d'ora una partecipazione dei laici molto più attiva". Per papa Bergoglio, "una delle grandi sfide della Chiesa in questo momento è far crescere in tutti i fedeli il senso di responsabilità personale nella missione della Chiesa - spiega nell'omelia -, e renderli capaci di adempiere tale responsabilità come discepoli missionari, come fermento del Vangelo nel nostro mondo".

"La nostra sfida oggi - ripete questo termine, che evidenzia anche la sua determinazione sul tema - è far crescere un senso di collaborazione e di responsabilità condivisa nella programmazione del futuro delle nostre parrocchie e istituzioni". E secondo Francesco, questo non significa affatto "rinunciare all'autorità spirituale che ci è stata conferita": piuttosto, "significa discernere e valorizzare sapientemente i molteplici doni che lo Spirito effonde sulla Chiesa". E "in modo particolare", sottolinea il Pontefice, significa "stimare l'immenso contributo che le donne, laiche e religiose hanno dato e continuano a dar alla vita delle nostre comunità". L'accento posto sul ruolo delle donne, oltre che dei laici, fa seguito anche all'omaggio reso due giorni fa dal Papa, durante i Vespri nella cattedrale di New York, alla suore americane ("che cosa sarebbe la Chiesa senza di voi?"), verso le quali negli ultimi anni il Vaticano non è stato affatto tenero, con verifiche e anche con censure contro le posizioni più avanzate in tema, ad esempio, di sessualità e contraccezione. Un omaggio a cui il Papa ha comunque aggiunto una visita fuori programma anche a un convento di suore, le "Little sister of the poor", famose perché nel 2013 si sono appellate al giudice per denunciare l'Obamacare, la riforma sanitaria che tra le altre cose introduceva l'obbligo per i datori di lavoro di applicare la copertura assicurativa sui costi di contraccezione.

La spinta data oggi da Bergoglio su maggiori responsabilità a donne e laici, si inserisce anche nel processo di riforma del governo della Chiesa, che a breve terrà a battesimo una nuova Congregazione Laici-Famiglia-Vita, dove le donne potrebbero avere cariche di alto livello. Qui a Filadelfia, in ogni caso, il Papa è soprattutto per concludere il Meeting mondiale delle famiglie, che lo porta dritto anche nei temi del Sinodo di ottobre.

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