Ucraina: Poroshenko chiede caschi blu, separatisti contrari

Mosca a Occidente: stop a guerra sanzioni

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha chiesto il dispiegamento di peacekeeper dell'Onu nell'est ucraino per assicurare la tregua prevista dagli accordi di Minsk. L'appello, approvato dal consiglio di sicurezza, è stato bocciato oggi da Denis Pushilin, negoziatore dei ribelli, secondo cui l'iniziativa viola gli stessi accordi di Minsk. "La questione è stata discussa ed è stata presa una decisione di appellarsi all'Onu e alla Ue per preparare in Ucraina una operazione di peacekeeping e sicurezza", ha dichiarato il segretario del consiglio di sicurezza ucraino, Oleksandr Turcinov, spiegando che i caschi blu dovrebbero essere dispiegati sia lungo la linea del fronte sia al confine russo-ucraino. Ma Pushilin ha ricordato che, in base agli accordi di Minsk, Kiev deve concordare il controllo della frontiera con i miliziani solo dopo le elezioni municipali e la riforma costituzionale.

Le milizie dell'autoproclamata repubblica di Donetsk hanno issato la bandiera della Novorossia a Debaltsevo, con la croce blu di sant'Andrea su sfondo rosso. Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha annunciato che è cominciato "il ritiro programmato" delle truppe da Debaltesvo "con le loro armi", dimostrando cosi' al mondo e alla Russia che nella città non c'è un accerchiamento. Lo riferisce il sito ucraino 112.ua. Poroshenko è partito da Kiev per raggiungere il fronte del conflitto nell'est del Paese. "Ritornerò in serata per partecipare al consiglio di sicurezza", ha affermato.

I militari dicono che hanno ricevuto l'ordine per il ritiro dal comando alle 06.00 e si stanno dirigendo verso Artemivsk, a 40 km da Debaltsevo. A Debaltsevo, aggiungono, rimangono ancora alcune unità delle forze ucraine e anche civili. Fonti militari citati dall'inviata dicono che il bombardamento della città da parte delle forze ribelli continua e non c'è un corridoio sicuro per l'uscita delle truppe e dei civili.

"Centinaia di soldati ucraini si stanno arrendendo a Debaltsevo" e "consegnano le armi", riferisce Maksym Leshcenko, capo dello staff dell'amministrazione dell'autoproclamata repubblica di Donetsk, citato dalle agenzie russe. Debaltsevo è lo strategico nodo ferroviario conteso da settimane tra Kiev ed i separatisti, che ieri hanno sferrato per la prima volta un pesante attacco all'interno della città.

Mosca si riserva il diritto di reagire alle nuove sanzioni imposte dal Canada ma invita l'Occidente a cessare la guerra delle sanzioni e ad avviare un dialogo costruttivo con la Russia. Lo riferisce il ministero degli esteri russo.

Il vicepresidente americano Joe Biden condanna le violazioni del cessate il fuoco in Ucraina orientale, che la Casa Bianca imputa ai separatisti filo-russi e alle forze russe. Biden ha parlato ieri sera al telefono con il presidente ucraino Petro Poroshenko. La Casa Bianca afferma che le violazioni si sono verificate dentro e intorno alla città di Debaltseve e sono state confermate dagli osservatori speciali dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Biden accusa inoltra la Russia e i separatisti di bloccare l'accesso degli osservatori, affermando che viene permesso ai separatisti di continuare gli attacchi senza sosta. Se la Russia continuerà a violare gli accordi raggiunti con l'Ucraina - aggiunge Biden -, i costi per la Russia stessa aumenteranno.

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