Isis attacca giacimento gas in Siria, 30 morti

Ong, assalto avvenuto nella zona di Homs . Scuole straniere nel mirino, allerta Usa a Cairo

I jihadisti dell'Isis hanno attaccato un giacimento di gas nella zona di Homs, in Siria, uccidendo 30 uomini dell'esercito del regime siriano. Lo riporta la tv panaraba Al Arabiya citando l'Osservatorio siriano dei diritti umani. Il giacimento di al Shaer era stato riconquistato dall'esercito siriano a luglio dopo cruenti combattimenti.

Arrivati in Siria uomini Esercito libero siriano - Gli uomini dell'Esercito libero siriano che andranno a combattere a Kobane contro i jihadisti dell'Isis sono arrivati in Siria passando dalla Turchia. Lo riferisce un funzionario turco parlando di 150 combattenti. L'Osservatorio siriano dei diritti umani ha confermato la notizia ma sostiene che siano solo 50 uomini. 

Gli Stati Uniti danno un giro di vite alla sicurezza degli edifici governativi nelle principali città del Paese: il motivo "è evidente", ha detto il segretario per la sicurezza interna, Jeh Johnson, annunciando le nuove misure: dopo l'attacco al parlamento in Canada e in seguito alle ripetute minacce di gruppi terroristici internazionali, compreso lo Stato islamico in Iraq e nel Levante, l'Isis. "Ho dato indicazioni al Servizio di protezione federale di rafforzare presenza e sicurezza in edifici governativi a Washington e altre grandi città", ha detto Johnson, sottolineando che si tratta di una misura decisa in seguito "ai continui appelli di organizzazioni terroristi a compiere attacchi nel Paese e altrove, comprese azioni contro le forze di sicurezza e funzionari governativi, e gli atti di violenza che hanno preso di mira personale e strutture governative in Canada e altrove". La settimana scorsa un uomo ha ucciso un soldato ad Ottawa ed ha poi aperto il fuoco facendo irruzione nel parlamento canadese, dove e' stato infine ucciso. Johnson ha precisato che si tratta di una misura decisa "per precauzione" e che la situazione nei luoghi in cui verranno rafforzate le misure di sicurezza verra' "costantemente rivalutata". "Dati gli avvenimenti nel mondo, la prudenza impone di un rafforzamento della vigilanza a protezione delle strutture del governo e e del nostro personale", ha affermato ancora Johnson. Il servizio di protezione federale garantisce in tutto il Paese la sicurezza a oltre 9.500 strutture federali, in cui ogni giorno si trovano circa 1,4 milioni di visitatori e impiegati, si legge ancora nella nota diffusa dal Dipartimento per la sicurezza interna.

Scuole straniere in mirino Isis, allerta Usa a Cairo 
Le scuole occidentali nel mirino dell'Isis. I jihadisti dello Stato islamico hanno lanciato un appello ai loro seguaci fuori dall'Iraq e dalla Siria, quei "lupi solitari" capaci di agire in altri Paesi, ad attaccare istituti e insegnanti americani e occidentali nei Paesi arabi, con l'obiettivo di "seminare il panico e costringere i diplomatici stranieri ad andarsene". A riferire del nuovo messaggio dei jihadisti è il Site, il sito di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web, mentre per i media egiziani la minaccia riguarda in particolare l'Egitto, che venerdì scorso ha subito uno dei più gravi attentati contro le sue forze armate in Sinai. L'ambasciata americana al Cairo ha immediatamente messo in guardia i propri connazionali. Secondo il sito della sede diplomatica Usa infatti, le minacce avrebbero espressamente fatto riferimento alle scuole internazionali di Gedda, in Arabia Saudita, e di Maadi, un quartiere del Cairo, sede di ambasciate e del Cairo American College, storica istituzione che oggi conta oltre 800 studenti di diverse nazionalità. "L'ambasciata non è conoscenza di una minaccia specifica e credibile contro le scuole americane o i cittadini in Egitto, ma stiamo lavorando con gli istituti legati agli Stati Uniti o dove c'è un'alta concentrazione di studenti e insegnanti americani per rivedere e rafforzare il piano di sicurezza", si legge sul sito che invita residenti e turisti Usa nel Paese a "rimanere vigili e attenti agli sviluppi sulla sicurezza".

I primi 150 peshmerga curdo-iracheni verso Kobane 
Alla spicciolata e dopo una lunga attesa sono partiti oggi dal nord Iraq i primi 150 miliziani curdo-iracheni attesi a Kobane, la cittadina curdo-siriana al confine con la Turchia da oltre un mese assediata dai jihadisti dello Stato islamico (Isis). Nel giorno in cui a Berlino oltre 40 tra Paesi e organizzazioni internazionali si sono riunite in una conferenza dei donatori per far fronte alla crisi umanitaria siriana, l'Isis ha invitato i suoi seguaci fuori dal 'Califfato' in Iraq e Siria ad attaccare istituti e insegnanti americani e occidentali nei Paesi arabi, con l'obiettivo di "seminare il panico e costringere i diplomatici stranieri ad andarsene". Sul piano della propaganda mediatica, lo Stato islamico ha segnato un altro punto a favore, mostrando un video "da Ayn al Islam" (così come l'Isis ha ribattezzato Kobane/Ayn Arab), in cui appare il foto-reporter britannico John Cantlie, catturato nel novembre 2012 assieme al collega americano James Foley, decapitato dagli stessi jihadisti alla fine di agosto scorso. A Cantlie viene fatto dire che l'Isis è penetrato a Kobane, smentendo le informazioni di una ritirata dello Stato islamico. Proprio alla volta di Kobane sono partiti oggi da Erbil i primi 150 peshmerga curdo-iracheni. Circa 80 sono in viaggio su camion carichi di pezzi di artiglieria, armi e munizioni via terra da Dohuk verso la Siria orientale. Altri 70 partiranno domattina e raggiungeranno il confine turco-siriano in aereo. Da lì dovrebbero entrare a Kobane. Il loro invio ha suscitato forti polemiche non solo in Turchia ma anche in Iraq, dove il parlamento federale iracheno si è diviso sull'opportunità di mandare truppe all'estero. Attorno a Kobane, secondo fonti militari americane, la Coalizione guidata dagli Usa ha effettuato nelle ultime 24 ore quattro raid aerei contro postazioni di artiglieria dell'Isis.

  

Ambasciata Usa al Cairo mette in guardia scuole e insegnanti 

L'ambasciata americana in Egitto mette in guardia i proprio connazionali, in particolare studenti e insegnanti, dopo l'appello dell'Isis. "Siti jihadisti hanno recentemente incoraggiato attacchi contro scuole ed insegnanti americani e occidentali in Medio Oriente, menzionando in particolare Gedda in Arabia Saudita e il quartiere di Maadi al Cairo come possibili obiettivi", si legge sul sito della sede diplomatica che invita i propri connazionali a rivedere e innalzare il livello della propria sicurezza.

Isis centra elicottero, è incubo missili anti-aerei
Si fa concreto l'incubo di un Isis in grado di colpire anche bersagli nei cieli, dopo che missile lanciato dai jihadisti in Iraq ha abbattuto un elicottero d'attacco dell'esercito di Baghdad uccidendo tutto il suo equipaggio. L'episodio e' avvenuto a Baiji, 210 chilometri a nord della capitale, secondo quanto scrive il quotidiano arabo Assharq Al Awsat pubblicato a Londra, sottolineando che il fatto dimostra la capacità dell'Isis di usare missili terra-aria evoluti: un seria minaccia per la sicurezza dei voli civili. A mano a mano che la guerra della coalizione a guida Usa contro l'Isis s'intensifica, alcuni funzionari americani temono, stando al quotidiano, che presto possano spuntare nuove prove di questa capacità. Prove che rischiano di avere "ripercussioni molto rischiose". "Sulla base delle esperienze precedenti, i missili potrebbero cambiare l'equilibrio del conflitto nella zona", osserva un militare Usa coperto dall'anonimato. Sullo sfondo di queste preoccupazioni, le autorità irachene hanno intanto annunciato un rafforzamento dei dispositivi di sicurezza dei loro aeroporti e specialmente dello scalo internazionale di Baghdad.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA