Ucraina: Lituania, "la Russia è in guerra con la Ue"

FT, Londra guiderà una forza d'intervento di 10mila uomini

Si alzano i toni tra Occidente e Mosca sul conflitto ucraino. Se infatti il presidente russo Vladimir Putin ha detto chiaro e tondo che con una potenza nuclerare non si scherza, i paesi europei sono chiamati ad affrontare la questione nel summit sulle nomine in programma oggi a Bruxelles.

"Dobbiamo dire chiaramente che se la Russia è in guerra con l'Ucraina, Paese che vuole entrare in Ue, è come se fosse in guerra con l'Europa e per questo dobbiamo aiutare l'Ucraina militarmente affinché si difenda", ha detto ad esempio il presidente lituano Dalia Grybauskaite entrando al summit Ue. Meno bellicosa, ma sempre ferma, la posizione di Lady Pesc.

"La Russia - ha intimato l'Alto rappresentante per la politica estera Ue Catherine Ashton a Milano nella conferenza stampa al termine della riunione informale dei ministri degli Esteri dei 28-  deve porre un freno alle ostilità, porre un freno al passaggio di equipaggiamenti nella zona di conflitto e ritirare le sue forze armate" dall'Ucraina. Più netto il premier britannico David Cameron: "La situazione in Ucraina, invasa dalla Russia, è del tutto inaccettabile, e se resta così ci saranno conseguenze".

Ma ben presto si potrebbe andare ben oltre la guerra di parole. La Gran Bretagna e altri sei stati creeranno infatti una forza multilaterale con almeno 10.000 uomini per rafforzare la risposta della Nato all'aggressione della Russia in Ucraina. Lo riporta il Financial Times, sottolineando che l'annuncio ufficiale è atteso la prossima settimana dal primo ministro inglese, David Cameron, in occasione del vertice della Nato. La 'joint expeditionary force' includerà unità navali e truppe di terra e sarà guidata dagli inglesi. I paesi che al momento coinvolti sono Danimarca, Lettonia, Estonia, Lituania, Norvegia e Olanda. Il Canada avrebbe espresso interesse per l'iniziativa.

"Siamo di fronte a una situazione gravissima e una crisi drammatica: potremmo arrivare a un punto di non ritorno se non si ferma l'escalation", afferma non a caso il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, dopo il faccia a faccia con il presidente ucraino Petro Poroshenko, che oggi parteciperà ai lavori del Consiglio Europeo straordinario. "Tuttavia crediamo che ci sia sempre tempo per trovare una soluzione".

Un aereo da combattimento ucraino Su-25 è stato intanto abbattuto nell'est dell'Ucraina dopo essere stato colpito da un sistema antiaereo russo. Lo ha annunciato oggi lo stato maggiore ucraino che, senza precisare il luogo dell'attacco, aggiunge che il pilota è riuscito a lanciarsi con il paracadute. Il comando dell'operazione militare ucraina ha invece smentito che gli aerei abbattuti siano quattro, come avevano rivendicato i ribelli filorussi.

E' poi giallo sul perché dell'arresto di due funzionari dell'ambasciata russa a Kiev. Il terzo segretario Andrei Golovanov e l'addetto diplomatico Mikhail Shorin sarebbero stati arrestati questa settimana nella capitale ucraina nonostante avessero dei passaporti diplomatici, e Mosca li ha dichiarati "dispersi".

I due diplomatici sono stati rilasciati stamane. Lo fa sapere il ministero degli Esteri russo precisando che i funzionari sono tornati in patria.

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