• Mettere in sicurezza le scuole? "Con questi ritmi ci vorrà un secolo"

Mettere in sicurezza le scuole? "Con questi ritmi ci vorrà un secolo"

   Per mettere in sicurezza le scuole italiane situate nelle aree più a rischio del Paese ci vorranno oltre cento anni, se si continua ai ritmi attuali: questo il nuovo allarme di Legambiente lanciato solo pochi giorni fa. Un arco di tempo "inaccettabile e preoccupante" visto che che in Italia sono ben 19.000 gli edifici scolastici italiani - su 43.072 presenti sul territorio nazionale - che si trovano in comuni a rischio sismico 1 e 2, come ad esempio Amatrice e L'Aquila; che il 65% delle scuole è stato costruito prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica (1974) e che negli ultimi tre anni gli interventi di adeguamento sismico effettuati sugli edifici, siti in queste zone, sono stati solo il 5,3%.

   Nonostante gli ingenti fondi stanziati - spiega Vanessa Pallucchi, responsabile scuola e formazione di Legambiente -, negli ultimi tre anni su 9.425 interventi realizzati sugli edifici scolastici, 4.580 (circa il 49%) hanno riguardato quelli posti nelle zone sismiche 1 e 2. Di questi solo 243 (5,3%) hanno riguardato interventi di adeguamento antisismico nei comuni a maggior rischio, e 98 (2,1%) quelli per nuove edificazioni. Secondo le stime di Legambiente, calcolando che le scuole costruite prima della normativa antisismica sono circa il 65% e considerando che nell’arco di un triennio nelle scuole situate nelle aree più a rischio sono stati realizzati solo 341 interventi (di cui 243 di adeguamento antisismico e 98 nuove edificazioni), di questo passo per mettere in sicurezza gli edifici scolastici, situati nei comuni a rischio sismico 1 e 2 e costruiti prima del '74, ci vorrà oltre un secolo".

   Dati che gettano ombre sulla sicurezza di molte scuole. Secondo Legambiente cresce la percentuale di scuole che hanno effettuato verifiche di vulnerabilità sismica, passando dal 25% del 2015 al 31 del 2016 ma è ancora troppo bassa la media degli edifici scolastici costruiti secondo criteri antisismici, ovvero meno del 13%. E considerando che solo 1 su 2 ha certificati di collaudo e di idoneità statica, la fotografia delle oltre scuole italiane non è molto confortante.

   Ci sono poi, secondo l'associazione ambientalista, forti differenze tra Nord e Sud. I capoluoghi di provincia meridionali dichiarano 3 scuole su 4 in aree a rischio sismico e necessità di manutenzione urgente del 58,4%, circa 20 punti in più della media nazionale. 

   Nonostante i fondi e le task force per aiutare gli Enti locali, spesso "i bandi rimangono inaccessibili - afferma Vanessa Pallucchi - per mancanza di capacità tecniche o di personale in molti Comuni o Province, che quindi andrebbero maggiormente supportati". Inoltre, rileva Legambiente, "anche se i fondi per la messa in sicurezza sono usciti dal Patto di Stabilità, molti Comuni sono in default e non riescono a cofinanziare le spese. Dunque l'impegno degli ultimi governi c'è - conclude Pallucchi - ma va gestito in maniera più consapevole, anche con un'anagrafe scolastica davvero aggiornata su tutto il territorio".

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