Intanto è nato il Comitato Scuole Sicure Italia

Dopo il terremoto che ha colpito il Centro Italia - e violentemente Amatrice, Accumoli, Arquata, Pescara del Tronto e tante altre frazioni - sono nate realtà locali di genitori e insegnanti preoccupati per lo stato delle scuole. Ancora oggi, in questi territori, la terra trema quotidianamente. Nelle scuole ci sono evacuazioni continue, ed è grande la preoccupazione di studenti, famiglie e insegnanti.

Le varie realtà locali si sono raccordate prima in un unico Comitato centrale, inizialmente Comitato Scuole Sicure del Centro Italia. Adesso il gruppo, che comprende realtà di Lazio, Marche, Umbria e Molise,  assume la forma di Associazione di Volontariato denominata "Comitato Scuole Sicure Italia" (CSSI), che come intento nel proprio Statuto avrà la "promozione della conoscenza del territorio nazionale sui dati sismologici e di tutte le norme da applicare relative alle azioni antisismiche pertinenti agli edifici scolastici ed affini per la tutela e la sicurezza dei bambini e dei loro diritti". Il Molise non è stato colpito recentemente dal terremoto ma potrà dare un importante contributo, avendo molta esperienza in questo settore, dopo la tragedia del 2002 con il crollo della scuola di San Giuliano di Puglia.

Dal 2003, in seguito alla OPCM 3274 per le obbligatorie verifiche di vulnerabilità sismica, alla scadenza del 2013, in molti casi le occasioni per effettuare queste indagini non sono state neanche prese in considerazione. Il problema è che non era stata prevista una sanzione per gli Enti locali in adempienti. 

 "La situazione è agghiacciante - afferma Iride Luzi, una mamma di Ascoli Piceno che fa parte del Comitato Scuole Sicure -. Ci sono edifici scolastici non valutati nella vulnerabilità sismica. Ma non si può parlare di prevenzione solo dopo una tragedia e poi dimenticarcene. Il nostro scopo è adesso quello di allertare chi si occupa di bambini e ragazzi. Abbiamo scritto al Garante dell'Infanzia, in quanto viene leso il diritto allo studio. Qui ci sono continue scosse, le sentiamo anche se non sono quelle fortissime che finiscono sui giornali. Ma nelle scuole ci sono evacuazioni continue".

Come molti genitori soprattutto del Centro Italia, Iride è preoccupata per sua figlia. Nella sua scuola "c'è stata un'evacuazione mentre facevano il compito di scienze. Poi sono rientrati in classe per completarlo. Ma con quale serenità si può studiare? Abbiamo poi scritto a Save the Children - racconta Iride - e stiamo per scrivere una legge di iniziativa popolare. Ci stiamo anche organizzando meglio come Comitato ufficiale, con uno Statuto, indicheremo dei rappresentanti e portavoci a livello nazionale. Qui ad Ascoli Piceno c'è un silenzio assordante, come se il problema non esistesse. Anzi, a volte veniamo accusati di creare psicosi. Mentre chiediamo solo che sia fatta chiarezza sulla sicurezza dei nostri figli".

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