L'effetto turistico della distensione

Il primo settore a beneficiare di questo nuovo clima nei rapporti internazionali del Dopo-accordo è stato, dal 2015, il turismo. Per anni le tensioni internazionali hanno infatti inciso pesantemente sul flusso di visitatori tra i due Paesi, reso maggiormente difficile da normative sempre più complesse e da iniziative apparentemente sconcertanti come quella di non rifornire gli aerei della compagnia di bandiera (provvedimento poi annullato) o la richiesta delle impronte digitali ai turisti (ancora in vigore). Così, nel 2013, gli italiani portati in Iran dal principale tour-operator iraniano in Italia erano solo alcune centinaia.

Eppure solo a Theran si stima ci siano due o tre milioni di ricchi e in tutto l'Iran svariati milioni di benestanti. Si tratta spesso di persone con alto livello culturale, predisposizione a viaggiare, desiderio di spesa nel settore del luxury: insomma l'identikit perfetto del turista in Italia. Ciononostante, nel Belpaese la maggior parte di loro non ci sono mai venuti a vantaggio di Francia e Spagna. Il motivo è semplice: "Il nostro Paese rende la vita difficile a chi deve venire a studiare o in visita dalla Persia - spiega all'ANSA un funzionario dell'Immigrazione di Mlano  - Chi vuole soggiornare in Italia, infatti, deve compilare una pigna di documenti, provvedere a costose assicurazioni, aprire conti in banca o farseli aprire su garanzia e una volta qui, farsi prendere le impronte al consolato italiano prima di partire. Il tutto per un visto che 'loro' invece ci danno in una settimana dietro presentazione solo di nome, professione, motivo della visita e copia del passaporto". 

Diversa la tendenza verso l'Iran: secondo l'agenzia iraniana Fars news, lo Stato islamico ha guadagnato 5 miliardi di dollari grazie al turismo mondiale (dati al 20 marzo 2014): "L'Iran possiede il 10% dei siti storici del mondo, quindi il guadagno derivato dal turismo dovrebbe essere di almeno 100 miliardi di dollari". Secondo le previsioni alla fine del 2025 l'Iran potrebbe ospitare 20 milioni di turisti e guadagnare tra i 25 e i 30 miliardi di dollari grazie a esso. Secondo Ali Pourmarjan, Consigliere culturale dell'Ambasciata della repubblica islamica dell'Iran a Roma "anche dall'Italia si registra un impennata di richieste di visti pari al 120-150%, e nella primavera 2015 abbiamo assistito a un flusso di turisti pari a quelli che normalmente visitano l'Iran in un intero anno". "Il numero dei turisti stranieri in Iran è aumentato del 215% rispetto all'anno scorso", ha confermato Rahmani Movahed, il vice presidente dell'Organizzazione iraniana del Turismo, dell'artigianato e del patrimonio culturale.

"Visitare l'Iran - dice all'ANSA un responsabile del tour operator iraniano di Milano - è davvero un'esperienza che si presta a interpretare la vacanza in molti modi: il territorio ha enormi altopiani e deserti, foreste incontaminate ma anche laghi e foreste, due mari (il Caspio e il Golfo persico, ndR), e una rete efficientissima di pullman e voli interni. Un patrimonio storico-archeologico tra i più importanti al mondo. Senza dimenticare l'artigianato e la gastronomia, le numerose mostre ed eventi culturali che sempre animano le città e la famosa ospitalità iraniana, che mette davvero tutti a proprio agio".

Il segnale che qualcosa sia già cambiato lo possiamo arguire dalla mostra "Uno scatto dall'Iran - Valorizza le differenze" inaugurata a novembre nella sede del Museo Nazionale d'Arte Orientale 'Giuseppe Tucci' e organizzata dal Polo museale del Lazio e dall'Istituto Culturale dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran. Si tratta, infatti, del primo concorso fotografico promosso dall'Iran aperto a tutti i turisti che hanno visitato la Persia. L'esposizione, realizzata in collaborazione con Ismeo (Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l'Oriente) presenta tre sezioni: nella prima sono esposte 50 fotografie scattate da turisti italiani in Iran (quasi 110 persone), selezionate tra 1.500 immagini dalla Commissione, composta da Felicetta Ferraro direttore della casa editrice Ponte 33, già consigliere culturale dell'Ambasciata d'Italia a Tehran, da Riccardo Zipoli, docente dell'Università Ca' Foscari di Venezia e da Bihan Bassiri, artista di origine iraniana.

A vincere il primo premio è stato Gaetano Di Filippo ritraendo un gruppo di uomini coperti di fango riuniti per le cerimonie dell'Ashura (ricorrenza religiosa del martirio dell'Imam Alì, ndR) a Khorram Abad. Il secondo premio è andato a una famiglia seduta per un pic nic e l'immortala in un momento di riposo dopo il pranzo all’interno di un vecchio Caravanserraglio dismesso a Miandasht. (Foto per gentile concessione dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran).

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