Di Maio: 'Mai condoni e non aumenti Iva per flat tax'

'Tassa piatta si farà ma manca un piano, aspettiamo coperture'

"Sulle tasse ieri ho sentito parlare di condoni. Il Movimento di condoni non ne fa e non ne farà mai e troviamo assurdo che, quando si parla di tasse, il primo pensiero di qualcuno sia fare dei regali ai grandi evasori. Per noi i grandi evasori vanno in carcere!". Lo scrive su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio. "Sulla Flat Tax aspettiamo ancora le coperture. Non c'è un piano, ma per noi si fa. Basta che per farla non si aumenti l'Iva", aggiunge. "Piuttosto vi dico con certezza che l'Iva non aumenterà e che taglieremo il costo del lavoro per aiutare le imprese", aggiunge Luigi Di Maio. "Sulla Flat Tax aspettiamo ancora le coperture. Basta che per farla non si aumenti l'Iva, appunto, o si tolgano soldi già in tasca agli italiani, perché sarebbe una presa in giro che già abbiamo visto per molti, molti anni".

"L'Autonomia è nel contratto e si farà, ma sarà un'Autonomia per tutti gli italiani - ha scritto ancora Di Maio -, equilibrata e giusta. Di spaccare il Paese in 2 e lasciare il Centro-Sud isolato non se ne parla. Se mio figlio va a scuola deve avere le stesse opportunità degli altri bambini. Insomma, facciamo le cose fatte bene e il MoVimento 5 Stelle ne è il garante".

Il fisco torna a dividere Lega e Movimento 5 Stelle. Mentre Bruxelles vede l'Italia nel 2019 quasi ferma, apprestandosi a confermare la previsione di un misero +0,1%, a Roma non è ancora definita la strategia del governo gialloverde in vista della sua seconda legge di Bilancio: tutti predicano il taglio delle tasse come ricetta per la ripresa ma i 5 Stelle vogliono una revisione degli scaglioni e una riduzione del cuneo fiscale, mentre la Lega insiste per la flat tax, con quoziente familiare, e sulla 'pace fiscale 2', che può dare una mano sul fronte delle coperture. E subito riparte la battaglia sugli evasori: se il partito di Matteo Salvini è in pressing per riproporre uno strumento già indigesto al Movimento, quello della dichiarazione integrativa speciale, dai 5 Stelle subito mettono le mani avanti.

"Con noi - fanno sapere - nessun condono passerà mai. Piuttosto bisogna intensificare la lotta, fino al carcere, contro i grandi evasori". Proprio per evitare le accuse di nuovi condoni, i leghisti starebbero pensando a una versione 'light', che permetta sì di fare emergere redditi non dichiarati ma senza scudi penali o sui capitali all'estero. Anche l'emersione del contante è al centro delle elaborazioni leghiste, dopo il messaggio lanciato nei mesi scorsi da Salvini sulle ricchezze detenute nelle cassette di sicurezza. Il nuovo pacchetto leghista non si fermerebbe comunque a una riedizione di rottamazione e saldo e stralcio: come spiega il sottosegretario Massimo Bitonci ci sarebbero anche nuove norme per ridurre il contenzioso e un ampliamento alle imprese delle norme pensate per venire incontro ai contribuenti in difficoltà (si salda pagando il 16% il 20% o il 35% e si cancellano non solo sanzioni e interessi ma anche il debito originario).

In più, sempre nella logica di spingere l'emersione, potrebbero rientrare la flat tax sui redditi incrementali e una spinta ai pagamenti tracciabili, ma senza inasprimento del tetto al contante. Si pensa piuttosto all'azzeramento delle commissioni per le piccole transazioni con bancomat e carte di credito sotto i 30 euro. Il tutto da inserire in un decreto fiscale collegato alla manovra, sempre che non arrivi l'input ad accelerare. A inizio settimana, intanto, nonostante i mal di pancia a Palazzo Chigi, Salvini vedrà i sindacati al Viminale, e in quella sede potrebbe illustrare dettagli di questo piano. Le parti sociali già hanno visto anche il premier, Giuseppe Conte, e il vicepremier Luigi Di Maio e restano in attesa di vedere come si svilupperà questo segnale di apertura al dialogo, frutto, dicono, della mobilitazione degli ultimi mesi.

Le richieste sono chiare e partono da un no, secco, alla flat tax, perché bisogna privilegiare la riduzione della pressione fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati. Un tema caro al leader M5S che, alle sigle minori, ha assicurato che "entro fine anno" ci si concentrerà "sul taglio del cuneo fiscale". Su un punto però Di Maio e Salvini non fanno distinguo: non ci saranno scambi tra aumenti dell'Iva e calo delle tasse. Un tema riacceso dopo le parole del ministro dell'Economia Giovanni Tria che, a Bruxelles, aveva ribadito la sua preferenza per una "riduzione della fiscalità diretta a favore delle imposte indirette". Una preferenza, insistono al Tesoro, espressa "da economista", mentre nel suo ruolo di ministro Tria resta impegnato a disinnescare gli aumenti Iva con altre misure, così come chiesto dal Parlamento.

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