Di Maio, mi spenderò per trovare un futuro ad Alitalia

Informativa alla Camera del ministro sullo stato delle crisi aziendali: 144 tavoli aperti al ministero, coinvolti 189mila lavoratori

"Sono in corso da parte di questo governo le interlocuzioni necessarie per assicurare un futuro a questa azienda, per tutelare al meglio le esigenze dei lavoratori e del Gruppo e mi spenderò in prima persona con tutti i player internazionali per trovare un futuro all'azienda Alitalia". Lo ha detto il vicepremier e ministro dello sviluppo economico e del lavoro Luigi Di Maio alla Camera nell'informativa urgente sullo stato dei tavoli di crisi aperti presso il Ministero dello sviluppo economico. 

Il ministro è intervenuto anche sull'Ilva: "Questo governo non ha considerato soddisfacenti il piano occupazionale e il piano di attuazione del piano ambientale per questo ha richiesto a ArcelorMittal una controproposta migliorativa che è in fase di analisi in queste ore e di confronto tra i commissari e l'ArcelorMittal".

Quanto alle delocalizzazioni, dice il ministro, è un "fenomeno sempre più allarmante dal punto di vista quantitativo e qualitativo". Questi che prendono i soldi pubblici e poi se ne vanno "non sono imprenditori, sono prenditori e come sistema paese non abbiamo alcun interesse nell'attirare questa gente in Italia", ha detto: "Lo Stato deve tornare ad essere rispettato e nessuno deve più pensare di venire in Italia a fare come vuole: d'ora in avanti ci saranno regole chiare e pene certe". 

144 tavoli crisi, coinvolti 189 mila lavoratori - Attualmente i tavoli di crisi aperti presso il Mise sono, al 30 giugno 2018, "144 che vedono coinvolti 189 mila lavoratori, ovvero 189 mila famiglie che vedono la loro serenità economica e il loro futuro a rischio",  ha detto il vicepremier e ministro dello sviluppo economico e del lavoro. In particolare, delle crisi aziendali citate "31 aziende sono in parte o totalmente coinvolte dalla cessazione di attività e conseguente delocalizzazione in paesi extra comunitari", ha detto Di Maio, sottolineando che "il processo di delocalizzazione non può essere considerato marginale e richiede attenzione".

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