• Embraco, un operaio incatenato ai cancelli. Appello di Calenda all'Ue. Poletti: 'Pronti per ammortizzatori sociali'

Embraco, un operaio incatenato ai cancelli. Appello di Calenda all'Ue. Poletti: 'Pronti per ammortizzatori sociali'

Il ministro per lo Sviluppo Economico vede a Bruxelles Vestager

Un lavoratore dell'Embraco, Daniele Simoni, da 25 anni operaio presso Riva di Chieri, si è incatenato ai cancelli della fabbrica. "Non voglio mollare, è la mia fabbrica che mi ha dato da mangiare per 25 anni, finché c'è uno spiraglio non mollerò", spiega l'operaio.

Intanto il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda oggi a Bruxelles ha incontrato la commissaria alla concorrenza Vestager. Al termine del quale il ministro ha detto che la riunione "è andata bene", mercoledì "la commissaria farà una conferenza stampa", ha "molto ben chiaro il problema" e "mi ha assicurato che la Commissione è molto intransigente nel verificare i casi segnalati in cui c'è un problema o di uso sbagliato o non consentito degli aiuti o, peggio, di aiuto di Stato per attrarre da Paesi che sono parte dell'Ue". 

Vicinanza ai lavoratori è stata espressa anche dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il quale annuncia: 'Pronti ad utilizzare gli ammortizzatori sociali.  "Noi ci impegneremo a fianco dei lavoratori per favorire il processo di reindustrializzazione di quel sito e siamo pronti a utilizzare gli ammortizzatori sociali a favore di un progetto che dia continuità a questa impresa". Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sulla vertenza Embraco. "Giudichiamo inaccettabile il comportamento dell'impresa che ha scelto di non ritirare i licenziamenti", spiega. Ciò, prosegue, "avrebbe consentito di attivare un percorso per la reindustrializzazione. Cosa che in questa fase invece non è possibile".(ANSA).

Il punto - Una deroga ai trattati per singoli casi, come ad esempio quello di Embraco. E' questo che il ministro dello sviluppo Carlo Calenda chiedera' oggi alla commissaria Ue alla concorrenza Vestager. "Ci sono condizioni che sono strutturali", per cui alcuni Paesi in una diversa fase di sviluppo come la Polonia hanno un costo del lavoro piu' basso: "io non potrei - ha detto il ministro a Radio anch'io - fare una norma che dice che per Embraco il costo del lavoro è un x più basso, perché sarebbe un aiuto di Stato. Ma penso si possano interpretare i trattati nel senso di dire che in questo specifico caso, cioè di un'azienda che si muove verso la Slovacchia, verso la Polonia, questa normativa può essere derogata. Vedremo quale sarà la risposta della Vestager".

Ieri l'azienda del gruppo Whirlpool ha detto no alla richiesta di sospendere i 500 licenziamenti nello stabilimento di Riva di Chieri, nel torinese, e va avanti sulla strada della delocalizzazione in Slovacchia della produzione italiana di compressori per frigoriferi. Niente cassa integrazione per consentire di esaminare proposte di reindustrializzazione, spiegano i legali dell'azienda presenti all'incontro. Delusi e arrabbiati i lavoratori in sciopero, hanno bloccato il traffico sulla statale Torino-Asti Ed oggi in circa cento si sono ritrovati alle 8 davanti alla fabbrica dove ci sono fotografi e televisioni. Al momento non sono previste manifestazioni. “Serpeggia lo sconforto. I lavoratori sono disgustati dall'atteggiamento dell'azienda e sfiduciati perché non vedono alcun tipo di prospettiva positiva. Lavoreremo fino al 25 marzo per far cambiare idea all'azienda”, afferma Dario Basso, segretario generale della Uilm torinese. “A questo punto il governo deve agire, i tempi sono strettissimi. Se un’azienda vuole insediarsi bisogna fare in fretta”, osserva Ugo Bolognesi della Fiom.

Un atteggiamento, quello di chiusura dell'azienda, che ha mandato su tutte le furie il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, oggi a Bruxelles per incontrare il commissario della concorrenza Margrethe Vestager.

 "Si conferma un atteggiamento di totale irresponsabilità dell'azienda. Le loro motivazioni dimostrano una mancanza di attenzione al valore delle persone e alla responsabilità sociale dell'impresa", afferma il ministro.

"Non ricevo più questa genta... questa gente, perché onestamente ne ho fin sopra i capelli di loro e dei loro consulenti del lavoro italiani che sono qua". Replica stizzito il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro: la vertenza "non è stata seguita da nessun iscritto all'Ordine, è in fase di valutazione un'azione legale a tutela della categoria".

Il ministro attiverà urgentemente un tavolo con Invitalia per cercare di individuare un percorso di reindustrializzazione. Ma i tempi sono strettissimi perché il 4 marzo si vota, ma soprattutto il 25 marzo finirà la procedura di mobilità e i lavoratori saranno tutti licenziati. Bocciata la proposta di ricorrere al part-time, considerata "inaccettabile sotto ogni profilo, innanzitutto quello etico" da Calenda ma anche dai sindacati. "Atteggiamento incomprensibile e irresponsabile", tuona il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, mentre la sindaca di Torino, Chiara Appendino, parla di "presa in giro per i lavoratori".

"L'azienda ha dimostrato totale disinteresse nei confronti delle proposte formulate dal Governo e totale irresponsabilità, in particolare nei confronti dei dipendenti di Riva di Chieri", affermano Fiom e Uilm. Le principali forze politiche di tutti gli schieramenti criticano l'Embraco e chiedono un intervento delle istituzioni europee. L'attenzione si sposta ora proprio a Bruxelles, dove domani Calenda porrà a Vestager il nodo del dumping all'interno dell'Unione attraverso un uso distorto dei fondi europei.

"Vogliamo sapere come s'intenda affrontare il problema. Esiste una norma nei trattati che potrebbe consentire al governo italiano di derogare al principio degli aiuti di Stato, quindi di potere aiutare le aziende quando si è in presenza di un pacchetto che viene offerto da un altro Paese e di potere offrire le stesse condizioni. Voglio capire se sia utilizzabile perché in questo caso saremmo in un'altra partita che possiamo combattere ad armi pari", spiega Calenda.

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