Borsa: trattative per fusione Londra-Francoforte

Coinvolta in operazione anche Borsa Italiana

Sono in corso trattative tra la Borsa di Londra e quella di Francoforte per "una potenziale fusione". Lo afferma il London Stock Exchange (Lse), del cui gruppo fa parte anche Borsa Italiana, secondo quanto riferisce Bloomberg. Gli azionisti della Borsa di Londra avrebbero il 45,6% del nuovo gruppo mentre quelli della Borsa di Francoforte (Deutsche Boerse) il 54,4%.

Seduta pesante per la Borsa di Milano, appesantita dal brusco calo del greggio e le previsioni che alla fine non arriveranno tagli alla produzione, mentre restano alte le incertezze sulla Brexit. Alla fine l'indice di riferimento Ftse Mib arretra dell'1,95%. Vengono vendute ancora una volta le banche, con il Banco giù del 4,2%, Bper del 3,8%, e Bpm (-3%). Corre invece Mps (+2%), oggetto di decise ricoperture soprattutto da metà seduta, mentre anche Carige recupera (+1,3%). Pesante Tenaris (-3,6%), mentre recupera Saipem (+1,6%). In cauto rialzo anche Finmeccanica (+0,5%) dopo l'alleanza per partecipare a una gara negli Usa, annunciata ieri.

Germania: Ifo cala a 105,7 punti, peggio delle attese - Calo oltre le attese per l'indice tedesco Ifo, che misura la fiducia delle imprese nazionali, a 105,7. Il mese precedente era a 107,3 punti, mentre il mercato si attendeva un calo a quota 106,8.

 Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco a dieci anni chiude poco mosso a 135 punti base, con un rendimento del titolo italiano all'1,53%.

Asia debole, pesa rialzo yen e svalutazione sterlina - Seduta di ripensamenti per le Borse di Asia e Pacifico, dopo dopo il rally globale della vigilia. Segno meno per Tokyo (-0,37%), Shanghai (-1,04%), Seul (-0,11%) e Sidney (-0,43%). In controtendenza solo Taiwan (+0,1%), ancora aperte Mumbai (-1,08%) e Hong Kong (-0,09%). Sui listini orientali ha pesato oggi il rialzo dello yen e la contemporanea svalutazione della sterlina, su timori di una possibile uscita del Regno Unito dalla Ue, e dello yuan, dopo che la Banca centrale cinese ha abbassato il proprio tasso giornaliero di riferimento ai minimi delle ultime 6 settimane, a seguito di dati sul settore manifatturiero ancora in calo. Passi indietro anche sul fronte del prezzo del petrolio e delle varie materie prime. Negativi i futures sull'Europa e su Wall Street, nonostante alcuni dati migliori delle stime dalla Germania, dove però sono attesi gli indici Ifo alle 10, mentre dagli Usa è in arrivo una lunga serie di dati macro previsti in calo.
   

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