Petrolio, Medvedev: "Prepararsi al peggio se avanti così"

Premier russo, le possibilità dello Stato non sono infinite

Dopo le cadute in picchiata dei giorni scorsi che avevano portato ieri le quotazioni ai minimi da 12 anni, il petrolio risale sopra i 31 dollari ma arriva un allarme da Mosca. 

"E' necessario prepararsi al peggio se i prezzi del petrolio dovessero scendere ancora", ha detto il primo ministro russo Dmitri Medvedev. "Le possibilità dello Stato non sono infinite". Medvedev ha poi sottolineato che la classe media "si è impoverita" ma che la crisi è "ben lontana" dai livelli del 1998. Il rischio, ha aggiunto, è che il Paese entri in "depressione", dalla quale "è altrettanto difficile uscire che da una crisi".

Sul mercato after hour di New York oggi i contratti sul greggio Wti con scadenza a febbraio recuperano 66 centesimi e vengono scambiati 31,10 dollari al barile. Il Brent guadagna 48 centesimi a 31,34 dollari. Secondo Mosca il periodo del basso costo del petrolio potrebbe durare "per decenni", lo sostiene il ministro dello Sviluppo Economico di Mosca Aleksey Ulyukaye. 

Intanto il Cremlino ha ordinato degli 'stress test' tenendo conto di tre scenari: il petrolio a 25 dollari al barile, a 35 e a 45. Lo riporta Rt. La tenuta dei conti, per il 2016, era basata su un prezzo fissato intorno ai 50 dollari al barile.

Wsj, a 30 dlr rischiano un terzo produttori Usa - Con il prezzo del petrolio sotto i 30 dollari è a rischio sopravvivenza un terzo dei produttori di petrolio e gas degli Stati Uniti. L'allarme arriva dalla prima pagina del Wall Street Journal, che cita un report di Wolf Research, secondo il quale un terzo dei gruppi Usa potrebbe finire in bancarotta o passare attraverso una ristrutturazione entro la metà del 2017. Secondo gli analisti, invece, il livello di "sopravvivenza" sarebbe garantito dal petrolio a 50 dollari.

 

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