Ue corre ai ripari, cambiano test e omologazioni

Commissione spinge per portare dossier su tavolo ministri dei 28

La storia 'puzzava' da tempo, tra emissioni inquinanti e guerra delle lobby auto e ambientali, al punto che la Commissione Ue si era già attivata per correre ai ripari. Ma non è bastato per evitare lo scandalo Volkswagen, e ora Bruxelles spinge sui 28 per un'ulteriore stretta su test e controlli sulle omologazioni auto.

Innanzitutto la Commissione chiede ora che sia fatta "piena chiarezza" sui numeri delle auto 'truccate', e a tutti gli stati membri di avviare indagini. L'obiettivo è avere una "fotografia chiara" della situazione. Se è la Commissione che fissa limiti e regole, è infatti competenza dei 28 applicarle e farle rispettare, inclusa la comminazione di sanzioni ai produttori auto che non le rispettano. L'esecutivo comunitario ha comunque dato la sua disponibilità a coordinare le indagini nazionali. E ha quindi deciso di convocare, entro le prossime due settimane, una riunione degli omologatori dei 28. E, sempre su richiesta della commissaria al mercato interno Elzbieta Bienkowska, di discutere la questione al prossimo Consiglio Ue competitività che si terrà il primo ottobre a Lussemburgo. Da gennaio 2016 partiranno infatti i nuovi test su strada per misurare i livelli delle emissioni degli ossidi di azoto, quelli 'truccati' dal software sulle auto del gruppo Volkswagen.

Questi, in una prima fase, saranno complementari a quelli in laboratorio, in quanto è già stato riscontrato come in generale i valori tra i due test possano divergere notevolmente. La decisione Ue risale allo scorso maggio, ma restano da definire i limiti che i nuovi test non dovranno superare e il da farsi sul fronte dell'omologazione quando i test su strada e in condizioni reali di guida non coincidono. Da qui l'appello di Bienkowska ai 28 per "trovare rapidamente un accordo sulle misure finali necessarie". Date le carenze emerse, un'altra delle opzioni su cui sta riflettendo Bruxelles è la revisione del sistema di omologazione, magari con la creazione di un'unica autorità indipendente europea. I software ingannevoli sono invece già stati vietati dal 2007 con il regolamento Euro 5 e 6.

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