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Padoan: da 2015 ripresa decisa, presto per giudizi bonus

Avanti spending o giù detrazioni; Draghi, riforme sono urgenti

L'operato del governo non si può valutare su pochi mesi. L'orizzonte è più sul 'medio' periodo: 1000 giorni. Così come è prematuro giudicare la situazione economica su pochi trimestri o leggere l'effetto del bonus di 80 euro su qualche mese. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan approfitta dell'informativa alla Camera sulla Spending review per precisare la sua posizione in merito alle ultime polemiche dopo il dato decisamente negativo sul Pil nel secondo trimestre (-0,2% e conseguente recessione tecnica) e sui rilievi arrivati sulla scarsa efficacia del bonus. Ma il presidente della Bce, Mario Draghi, da Francoforte e quasi in contemporanea incalza e bacchetta proprio l'Italia: il basso livello degli investimenti privati che ha pesato sul Pil italiano, e non solo, "è dovuto anche all'incertezza sulle riforme, un freno molto potente che scoraggia gli investimenti".

Quindi avanti con le riforme (e il premier Matteo Renzi dice di apprezzare questo incitamento) perchè ''i Paesi che hanno fatto programmi convincenti di riforma strutturale stanno andando meglio''. E comunque la 'cura' sarebbe 'drastica': secondo Draghi infatti per i Paesi dell'Eurozona è arrivato il momento di ''cedere sovranità'' all'Europa per quanto riguarda le riforme strutturali. Padoan parla intanto di spending review mentre il commissario Carlo Cottarelli spiega: ''io continuo a lavorare, ci sono cose importanti da fare. Tutto il resto... Io mi concentro sul lavoro" e annuncia 2-3 miliardi di risparmi alle partecipate. Padoan avverte: ''la revisione della spesa è e resta al centro della strategia del governo. E' indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi di crescita e della sostenibilità della finanza pubblica''. E rivendica: ''la decisione sull'allocazione delle risorse è una delle funzioni essenziali della politica" e "il processo di revisione della spesa e le decisioni che ne conseguono è compito del governo" sulla base di "indicazioni di opzioni tecniche". E aggiunge: ''per la revisione della spesa pubblica sono possibili ''ulteriori margini di miglioramento'' e ''il governo sta lavorando in questa direzione''.

Insomma la revisione della spesa deve essere efficiente anche perchè viceversa si andrebbe alla ''revisione delle agevolazioni e delle detrazioni fiscali per garantire un miglioramento dei conti pubblici di 3 miliardi nel 2015, 7 nel 2016 e 10 nel 2017''. Poi il ministro difende l'operato del governo: "è prematuro abbandonarsi a valutazioni sull'impatto" degli 80 euro "a soli tre mesi" dalla sua introduzione. Infatti "per produrre effetti significativi sulle decisioni di spesa" il bonus deve essere "credibile e permanente" e che nella legge di stabilità saranno "trovate coperture strutturali". Ma una speranza c'è: le più recenti previsioni macro - dice il titolare di via XX Settembre - ''collocano nel 2015 ed oltre una fase di ripresa più decisa e sostenuta'' anche se quest'anno si sconta una ''crescita e inflazione contenute e inferiori alle attese''. Insomma bisogna avere pazienza ed aspettare e intanto è ''sbagliato e fuorviante, come fanno molti commentatori, prendere in considerazione un quadro macroeconomico di pochi trimestri per valutare l'efficacia e l'impatto dell'azione di governo''.

La prossima Legge di Stabilità ''dovrà tener conto del contesto, europeo e non solo italiano, di crescita e di inflazione contenute e inferiori alle attese''. Ma i benefici dell'azione del governo ''sono crescenti e saranno pienamente tangibili in una prospettiva di medio periodo, quale quella che caratterizza i 'mille giorni'''. Inevitabile alla fine dell'intervento di Padoan la polemica politica: per Renato Brunetta l'informativa di Padoan è ''esoterica ed incomprensibile'' inoltre - ironizza - ''dobbiamo chiedere a La Sapienza di affidargli una lectio magistralis a Renzi dopo quella che è stata tenuta da Schettino...''. Tra gli altri Sel parla di informativa ''deludente'' ed M5S stigmatizza: ''Renzi e Padoan hanno sbagliato i conti di oltre 17 miliardi. Una voragine. E ora il ministro dell'Economia viene a dirci che è tutto a posto. Ci vuole davvero una gran faccia tosta''.

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