Successo asta Btp, tassi a minimi da ingresso euro

Pil Spagna +0, 4%, spread resta a quota 160. Intesa su Tango B

Successo per l'asta di medio-lungo termine dei titoli di Stato. Nella giornata in cui lo spread Btp-Bund ha oscillato sui 160 punti di fatto indifferente sia al dato sul Pil spagnolo sia su quello Usa. Il Btp decennale con scadenza settembre 2024 ha toccato il tasso minimo in asta dall'ingresso dell'euro (3,01%), anche se il rendimento si è mantenuto sopra quello del decennale benchmark, scambiato sul mercato secondario sotto quota 3% da inizio settimana e che oggi pagava un rendimento del 2,9%.

Nonostante i tassi in calo, nell'asta di giovedì, dove il Tesoro ha messo sul mercato titoli per 5,75 miliardi di euro fra Btp quinquennali e decennali, gli investitori sono tornati a farsi avanti. E' infatti migliorato rispetto alle omologhe aste di aprile anche il rapporto di copertura che per il Btp a 5 anni è stato pari a 1,38 e per i Btp decennale è stato di 1,32. Assegnati anche CctEu per 1,75 miliardi con un rendimento di 1,38%. Con il collocamento il Tesoro è arrivato al 55,5% del suo programma di emissioni sul medio-lungo termine previsto per il 2014. Nella giornata lo spread Btp-Bund è salito sopra 160 prima dell'asta per poi ripiegare fino a 158 e chiudere a 160 con un rendimento del 2,95%. Mentre i Bonos continuano a mantenere il vantaggio di dieci punti base sul titolo italiano.

Il bond spagnolo ha chiuso a 150 punti di spread sul Bund e un tasso del 2,8% pressoché indifferente al dato del Pil di Madrid cresciuto dello 0,4% nel primo trimestre 2014 rispetto al trimestre precedente. Madrid ha però dovuto rivedere le stime di crescita per l'anno da +0,6% a +0,5%. Il mercato dei titoli periferici sembra quindi essersi assestato dopo le tribolazioni precedenti le elezioni europee: il quadro generale appare positivo in attesa delle mosse espansive che la Bce dovrebbe prendere nel direttivo in programma per il 5 giugno. Nella giornata di oggi è stato anche annunciato l'accordo fra Buenos Aires e il Club di Parigi sul pagamento del debito rimasto insoluto dopo il default del 2001. L'accordo, che comunque dovrà essere ratificato da tutti i paesi del Club di Parigi, riguarda 9,7 miliardi di dollari (circa 7,1 miliardi di euro) che saranno ripagati in cinque anni. L'Argentina pagherà la prima tranche di 1,150 miliardi di dollari entro il 2015.

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