Perez Reverte, la donna eroe narrativo del XXI secolo

A Pordenonelegge con 'L'ultima carta è la morte'

(ANSA) - PORDENONE, 22 SET - ARTURO PEREZ REVERTE, L'ULTIMA CARTA E' LA MORTE (RIZZOLI, PP. 384, 20,00 EURO) "La donna è il "nuovo eroe narrativo del XXI secolo". Lo dice con determinazione lo scrittore spagnolo Arturo Perez Reverte, al suo arrivo a Pordenonelegge, che nel suo nuovo romanzo 'L'ultima carta è la morte' (Rizzoli) ha voluto esplorare proprio questo concetto attraverso la figura di Eva, agente comunista che si contrappone alla figura di Falco, spia franchista senza scrupoli, negli anni della guerra civile spagnola.
    "L'eroe maschile, da Omero a oggi è esaurito, è stato sfruttato al massimo. Dal cinema alla letteratura alla televisione abbiamo già messo in scena gli uomini in ogni modo possibile. Però c'è un nuovo eroe ed è la donna" sottolinea Perez Reverte, che prima di darsi completamente alla narrativa è stato per vent'anni reporter di guerra. "Le donne non sono più Anna Karenina o Madame Bovary. Oggi ci troviamo di fronte a una donna nuova, che non ha smesso di essere quello che è stata per secoli, ma al contempo incarna qualcosa di diverso. Una donna - incalza lo scrittore - che combatte e fa quello che fanno gli uomini, ma in un mondo maschile. E' un eroe che non si è ancora consolidato, cristallizzato, in creazione. E' un work in progress e non sappiamo che tipo di orientamento prenderà. La donna in generale offre della possibilità inattese, nuove".
    Eva Neretva, con la sua freddezza sovietica, quasi inumana, è la vera protagonista del libro. E Lorenzo Falco, ex trafficante d'armi, donnaiolo, ora spia franchista, nella sua nuova missione sbarca a Tangeri con la missione di spingere alla resa il capitano di un mercantile repubblicano che imbarca un carico d'oro di proprietà del Banco de Espana.
    "Eva ha tanta fede, lotta per un domani migliore. Lei sa che non potrà sopravvivere alla battaglia, ma crede anche che sarà valsa la pena fare questo sacrificio" spiega Perez Reverte.
    Mentre il personaggio maschile "è un franchista perchè ero stanco di eroi dalla parte dei repubblicani. Nei romanzi attuali in Spagna i protagonisti sono tutti repubblicani, femministi.
    Falco è invece maschilista, non ama la lettura. Per lui le donne sono delle prede, oltretutto è un assassino e torturatore. Ma, dall'altra parte è anche simpatico, affascinate e bello" spiega lo scrittore che torna a Pordenonelegge dopo dieci anni ed è stato il primo vincitore del Premio Credit Agricole FriulAdria-La storia in un romanzo, assegnato in questa edizione a Robert Harris. 'L'ultima carta è la morte' è il secondo capitolo di una trilogia noir partita con 'Il codice dello scorpione'. "Il terzo esce a Madrid la prossima settimana. E questa volta "Falco va a Parigi perchè c'è un certo pittore chiamato Picasso che sta dipingendo un quadro che si chiama Guernica e il governo franchista non vuole che il dipinto venga visto da nessuno. La sua missione è quella di infiltrarsi nel mondo del pittore e distruggerlo. La domanda sarà: ma il Guernica che conosciamo è quello che ha dipinto Picasso? Per saperlo dovremmo leggere il romanzo, che in spagnolo si intitola 'Sabotaggio' e in Italia lo scopriremo fra poco" dice scherzando un po' Perez Reverte che è tradotto in 40 lingue.
    E poi aggiunge che ne 'L'ultima carta è la morte' ha raccontato "gli anni della guerra civile spagnola e quelli immediatamente precedenti alla seconda guerra mondiale da un punto di vista che politicamente corretto non è. Quando parlo di tortura e omicidi non è una teoria". "Ho vissuto queste cose di prima mano, da vicino, come corrispondente di guerra, attingo ai miei ricordi" sottolinea Perez Reverte che si considera un "cantastorie, non un artista" e vorrebbe che "il lettore vedesse il mondo come lo vedo io, attraverso gli occhi dei miei personaggi".
   

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