Egan, esploro l'acqua e la libertà delle donne

In 'Manhattan beach', nuovo romanzo della scrittrice Pulitzer

JENNIFER EGAN 'MANHATTAN BEACH' (MONDADORI PP 510, EURO 22) Sono l'acqua, nelle sue profondità, e quella strana libertà delle donne nell'America degli anni Quaranta, al suo ingresso nella Seconda guerra mondiale, la forza del nuovo romanzo, 'Manhattan beach' (Mondadori) del Premio Pulitzer Jennifer Egan, tra i grandi protagonisti di 'Libri Come', la festa del Libro e della Lettura che si conclude oggi all'Auditorium Parco della Musica di Roma.
    "L'acqua è un po' un'ossessione per me. Nei miei libri ce ne è tanta. È un oggetto di meditazione che simboleggia l'eternita'.
    Con Manhattan beach mi sono permessa il lusso di esplorare l'acqua da ogni possibile punto di vista. Avevo voglia di scrivere del porto di New York, che è tutt'ora in funzione, ed è da li che è partito il viaggio per acqua che mi ha condotto al cantiere navale di Brooklyn e alle immersioni dei palombari in profondità. Io, che non ho mai usato un boccaglio" racconta all'ANSA la scrittrice americana, che è nata a Chicago, ha viaggiato per il mondo e da trent'anni vive a New York con il marito e i figli.
    Dieci anni ci sono voluti per le oltre 500 pagine di questo romanzo storico, ma nel modo della Egan, che si è molto documentata, ha fatto ricerche d'archivio ma soprattutto ha intervistato molte persone che hanno vissuto gli anni della Seconda guerra mondiale per dar voce alla sua audace e combattiva Anna Kerrigan che diventerà la prima donna palombaro.
    E avrà il coraggio di cercare di superare tutte le linee che dividono il mondo maschile da quello femminile, fino a seguire il potente Dexter Styles in un mondo di criminali, marinai sommozzatori. Anna capisce che quell'uomo che aveva incontrato da ragazzina ha qualcosa a che fare con la scomparsa di suo padre.
    "Comincio sempre un libro da un luogo e da un tempo. Scrivere di cose accadute nel passato non è semplice come imparare e studiare la storia. Qualcosa in più lo mettono i colloqui e le interviste con le persone che ricordano l'epoca della guerra.
    Sono loro che mi hanno fornito il solido retroterra del libro, hanno allargato il mio bagaglio di conoscenze" spiega la Egan che sa regalare sorrisi a chi la incontra.
    Anna è una donna che fa tutto il possibile per esprimersi in un mondo che fa tutto il possibile per "chiudere, tenere ferme le donne, scoraggiarle" dice la scrittrice e aggiunge: "quello che mi ha permesso di vedere qualcosa di così inconsueto per la libertà delle donne è stata la seconda guerra mondiale perchè, se è vero che le regole erano più severe di adesso, proprio il fatto che il paese fosse impegnato nello sforzo bellico ha portato alla possibilità di cose che nè prima, nè dopo le donne avrebbero potuto fare. Dopo c'e' stato il reflusso e poi il femminismo". E oggi, quello che è successo a Hollywood, il caso Weinstein? "Questa fase e questo momento sono necessari in America e nel resto del mondo se vogliamo che cambi il clima e la mentalità nei confronti delle donne, non solo nei posti di lavoro" afferma la Egan.
    Tutto quello che fa Anna è cercare di essere libera e di aggirare le regole della società della sua epoca. "E' difficile essere felici senza essere liberi. Libertà e felicità sono indissolubilmente legate. Io sono al massimo della felicità quando posso essere in due mondi contemporaneamente: vivere la mia vita e leggere libri, che vuol dire viaggiare in altre realtà. Scrivere è la stessa cosa, ma ancora più intensa" dice la scrittrice, considerata una delle voci più importanti della narrativa americana contemporanea.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA