La musica e le anime ferite della Calvetti

Esce 'Gli innocenti', nono romanzo della scrittrice-giornalista

(ANSA) - ROMA, 11 MAG - PAOLA CALVETTI, GLI INNOCENTI (MONDADORI, PP 122, EURO 17). Due anime ferite, che hanno conosciuto la violenza e la vergogna, quelle cose che non si raccontano, che alle persone non fa piacere sentire, che come i segreti "non respirano sotto il cielo aperto" ma "si nascondono in qualche angolo del nostro cuore e stanno lì, a marcire in silenzio" prima di esplodere all'improvviso. La loro storia, il loro passato perduto, il loro amore e la loro passione per il violino e il violoncello, vengono raccontati da Paola Calvetti nel suo nono romanzo 'Gli innocenti' in libreria per Mondadori.

Jacopo è un orfano che torna, ormai adulto e violinista, all'Ospedale degli Innocenti di Firenze che lo ha accolto quando la madre lo ha abbandonato. Scoprire l'identità della donna che gli ha dato la vita è diventata per lui un'ossessione. "A che serve conservare tutte queste carte se non possiamo accedervi noi che ne siamo protagonisti? dice Jacopo alla direttrice dell'Istituto che lo chiama Maestro dopo il concerto che "con tanta generosità" ha organizzato. Dasha è fuggita dall'Albania dopo la caduta del regime ed è sbarcata a Brindisi nel 1991. Grazie a un padre illuminato ha potuto studiare violoncello al Conservatorio di Tirana e quello strumento è diventato il suo unico amico e compagno nelle peripezie della vita che non le ha risparmiato una violenza che le ha lasciato in dono la sterilità. "Certo che sarebbe bello un bambino fra noi due, Dasha! Esteticamente bello: una giovane madre e un padre un po' agè ma ancora in forze, due artisti" dice Jacopo alla sua adorata violoncellista. Costruito in tre movimenti, come una partitura musicale, 'Gli innocenti' ha come grande protagonista la musica classica e l'amore perduto, mancato, cercato, ritrovato.

I passi della storia di Jacopo, adottato da una famiglia piena di aspettative, e Dasha, che ha conosciuto invece il calore dell'affetto nell'infanzia, sono scanditi dal Doppio concerto per violino e violoncello di Brahms, il loro "Brahms portafortuna". E se l'amore non sempre salva, la musica ha un potere immenso: "soccorre" dice la Calvetti, giornalista e scrittrice, che è stata fra l'altro direttrice dell'ufficio stampa del Teatro alla Scala e della comunicazione e marketing dell'Opera di Firenze-Maggio Musicale Fiorentino. Nella narrativa ha esordito nel 2000 con 'L'addio' finalista al Premio Bancarella e in tutti i suoi libri si sente in modo più o meno esplicito il suo amore per la musica.

 E' proprio durante l'esecuzione di questo concerto che succederà quello che sembrava impossibile. E lo Spedale degli Innocenti con la sua storia di cui la Calvetti ci fa incuriosire, diventa il punto di partenza e di arrivo di due artisti dalle radici tagliate e ritrovate. (ANSA).
   

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