A scuola di futuro, il manifesto educativo di Goleman e Senge

Tra pensiero e azione, un saggio a quattro mani sulla necessità di una nuova educazione

     (ANSA) - ROMA, 29 GEN - DANIEL GOLEMAN - PETER SENGE, A scuola di futuro. Manifesto per una nuova educazione (Rizzoli, pp.112, 13 Euro). Ha un titolo bellissimo, con la sua positiva promessa di speranza, il libro che Daniel Goleman e Peter Senge hanno scritto a quattro mani per indicare a chi si occupa di istruzione il giusto approccio con cui guardare al domani: A scuola di futuro (Rizzoli) delinea per il lettore un nuovo modello educativo, più adatto per affrontare le sfide della modernità. Che molti dei problemi del nostro tempo dipendano dalla fragilità delle scuole, spesso inadeguate a garantire la formazione di cittadini consapevoli (che un giorno saranno chiamati a decidere, oltre che a consumare) è un fatto dibattuto ormai da molto. I due pensatori sono convinti assertori della necessità di una "nuova" educazione, che veda insieme (e non contrapposti) i genitori, gli insegnanti e ovviamente gli studenti. La loro teoria si esplica in 5 capitoli, scritti in modo chiaro ed esaustivo, nei quali vengono proposti modelli di programmi educativi e numerosi esempi pratici. Il contesto cambia velocemente e non riusciamo a stargli dietro: per questo bisogna attrezzarsi con nuovi strumenti, in grado di dare il giusto orientamento in un mare fatto di continui mutamenti tecnologici, sociali e ambientali. Per capirci qualcosa, e ottenere buoni risultati, serve intervenire in tenera età, già a partire dai primi anni di vita. Per prima cosa, è necessario che l'alunno si concentri su se stesso: il bambino consapevole è connesso col proprio mondo interiore, sa cosa prova ed è capace di focalizzarsi su ciò che conta tralasciando le distrazioni. Poi occorre sintonizzarsi sugli altri, comprenderne le realtà e i punti di vista: un'empatia necessaria per poter sviluppare nel futuro la capacità di lavorare insieme. Terzo punto, capire il mondo nel suo insieme: decodificare le interazioni tra reti e sistemi, ossia sviluppare l'intelligenza sistemica, permette di rendere più semplice la complessità. Una caratteristica quest'ultima che, secondo Senge, i bambini hanno innata. Educatori e insegnanti dovranno dunque essere in grado di offrire ai propri allievi la grande opportunità di sviluppare in modo armonico e in un certo senso naturale l'intelligenza sociale, emotiva e sistemica. A quanto dicono gli autori, ci sono già nel mondo numerosi esempi in cui la scuola del futuro esiste e funziona piuttosto bene, con bambini che negli anni hanno mostrato qualità migliori, dal punto di vista del rendimento scolastico e della maturità caratteriale. Se questo nuovo modello si realizzasse su larga scala anche in Italia, sarebbe davvero una rivoluzione.
    Difficile però immaginare come integrarsi con l'attuale panorama dell'istruzione scolastica. Senza contare poi le innumerevoli carenze e fragilità di una scuola come quella italiana, in cui i problemi pratici vanno dall'assenza di carta igienica nei bagni ai soffitti che crollano, mentre quelli "teorici" risiedono in programmi che secondo molti faticano a stare al passo con i tempi. Che la questione sia seria è fuori di dubbio: in gioco c'è il futuro, e sebbene nessuno abbia la bacchetta magica né una ricetta di infallibilità è nostro dovere pensarci. La coppia Goleman-Senge ha indicato una possibile strada: varrebbe la pena dibatterne e valutare se e in quali modalità questo manifesto educativo possa integrarsi con il nostro sistema scolastico.(ANSA).
   

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