Oliviero Toscani, fotografia batte fake news

Torna giudice in seconda edizione di Master of photography

LONDRA -  La fotografia “ha permesso di documentare la storia. Oggi finalmente c'è la consapevolezza delle fake news, ma ci sono sempre state. Mi sarebbe piaciuto ci fosse una macchina fotografica a documentare le imprese di Garibaldi o a vedere Gesù mentre camminava sulle acque". Lo dice con la consueta ironia, Oliviero Toscani alla conferenza stampa a Londra per la seconda edizione di Master of photography, in onda su Sky Arte HD alle 21.15 dal 25 maggio, in contemporanea in 5 Paesi (oltre a Italia, Regno Unito, Irlanda, Germania e Austria) per otto settimane. Il fotografo italiano torna come giudice, insieme a due new entry: l'inglese Caroline Hunter, picture editor del Guardian Weekend Magazine e la pluripremiata foto reporter statunitense Darcy Padilla. In gara, per i 150 mila euro in palio, 12 concorrenti da sette Paesi (tre gli italiani, che sperano di ripetere l'exploit di Gabriele Micalizzi, vincitore della prima edizione), dai 18 ai 51 anni tra professionisti (c'è anche un vincitore del World Press Photo) e non. Tra mete e temi delle diverse puntate, la Sicilia, Amburgo, il ritratto di un divo, l'immagine erotica, gli atleti parolimpici, lo Street style, un viaggio nelle proprie origini e nelle comunità etniche. Rispetto alla prima edizione, non c'è più la figura di presentatore (compito svolto l'anno scorso da Isabella Rossellini) : "così ci si concentra molto di più sul rapporto fra concorrenti e giudici - spiega Roberto Pisoni, direttore di Sky Arte HD -, che sono molto autorevoli. Abbiamo voluto Caroline perché rappresenta il mondo di chi compra e vende le foto per il pubblico, che sa dirti subito quale sia un'immagine da copertina e quale no; una fotogiornalista come Darcy Padilla, perché molto legata a raccontare il mondo reale e Toscani perché oltre a essere il personaggio che ci ha dato più soddisfazioni in termini di amore - odio televisivo è uno che molto meglio di tanti altri sa parlare di fotografia come mezzo di comunicazione". Per l'artista italiano "oggi la fotografia è l'arte più importante, perché è la più attuale e accessibile, tutti abbiamo un cellulare in tasca e tutto può essere documentato. Ormai la censura è impossibile, non sono più gli altri a decidere quello che io devo vedere nel mondo e io voglio vedere tutto". E' positiva quindi l'onnipresenza di fotografie sul web? "E' come nel mangiare, il junk food ti fa apprezzare di più il cibo buono". Viva, quindi sotto questo aspetto i social network, che però "quando sono una dipendenza, ti rincretiniscono, diventano una sorta di campo di concentramento intellettuale a cui tutti sono felici di appartenere". D'accordo nel non demonizzare i social network per la fotografia anche gli altri due giudici: "oggi la cultura è molto più visiva, più democratica e aperta alla diversità - dice Caroline Hunter - questo non vuol dire che la qualità cresca. I professionisti però devono pensare più seriamente a come trovare vie uniche e personali per raccontare". Mentre per Darcy Padilla "è positivo vivere in una società che condivide immagini. E sono fiduciosa nel pubblico, e nella sua capacità di riconoscere quelle che abbiano un valore". Infine una domanda a Toscani su quale aspetto dell'Italia di oggi che troverebbe più interessante raccontare, anche fotograficamente: "la scarsa visione sull'immigrazione, che invece salverà il nostro Paese e il mondo - dice -. L'Italia resta mediamente fatta di provinciali e campanilisti, ma esistono delle eccellenze individuali".

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