Verga si fa moderno con Mogol, Bella e Ferretti

Al Bellini, dal 9 al 18 dicembre in prima assoluta la Capinera

ROMA - Convinti che il linguaggio dell'opera sia tutt'altro che esaurito e che un teatro lirico non debba essere un museo, il presidente Roberto Grossi e il direttore artistico Francesco Nicolosi del Bellini di Catania producono 'Capinera', "melodramma moderno" in prima assoluta (7 repliche dal 9 al 18 dicembre) per il quale hanno coinvolto Gianni Bella, Mogol e Dante Ferretti, con l'intento di portare in teatro pubblico nuovo e soprattutto giovane. La scelta è quella della storia contrastata di una giovane costretta, a metà Ottocento, a farsi novizia a Catania per entrare in clausura, ispirata al romanzo epistolare 'Storia di una capinera' di Giovanni Verga, pubblicato nel 1871 e best seller per la sua epoca, mentre la musica è di Gianni Bella, orchestrata per un grande organico da Geoff Westley, che per Mogol "è all'80 per cento da melodramma tradizionale ottocentesco e, grazie a alcune romanze, al 20 per cento una cosa assai diversa". Mogol, che ha scritto dialoghi e romanze nell'italiano di oggi, partendo dalla sceneggiatura di Giuseppe Fulchieri, dice che Bella è uno dei due geni che ha incontrato in vita sua (l'altro è la pittrice Grazia Cucco), quello che ha una marcia in più degli altri e ce l'ha da sempre, ma senza alcuna esperienza di opera lirica, così che quando gli propose di lavorare a 'Capinera' rifiutò di farlo. "Accettai solo quando tornò molto tempo dopo, portandomi ad ascoltare una registrazione dell'Ouverture e di altri brani, ne rimasi affascinato e intuii che poteva essere un capolavoro, che è stata poi l'opinione di tutti quelli che l'hanno sentita dopo, a cominciare da Gustav Kuhn che voleva programmarla nel 2017 al suo Festival di Erl". Chiara Bella, che parla per il padre Gianni che, nel frattempo, ha avuto un ictus ed è rimasto paralizzato, racconta che questi, coinvolto anche dalla sicilianità dell'argomento, capì subito che dentro di lui stava per nascere qualcosa di davvero nuovo, che sarebbe andato oltre il pop cui era solitamente legato, e più andava avanti e più se ne convinceva. Sul podio dell'Orchestra del Bellini sarà Leonardo Catalanotto e maestro del coro Luigi Petrozziello, mentre la coreografia di un balletto è firmata da Valerio Longo dell'Aterballetto, visto che, dice sempre Mogol, la musica di Bella porta naturalmente verso la danza. Dante Ferretti, premio Oscar che firma scene e regia, ha creato fondali dipinti come un tempo con locali tradizionalmente monumentali da melodramma per esterni e interni, immaginandoli, spiega, legati ai movimenti degli interpreti e puntando sulle luci che danno forma allo spazio e creano atmosfere. La capinera è Maria, una ragazzina costretta in convento e che da novizia torna a casa in campagna, per via di un'epidemia di colera a Catania, e finisce per innamorasi di un coetaneo vicino di casa, Nino, cosa scandalosa che sarà costretta a reprimere tornando in convento, dove, mentre Nino sposa un'altra, soffrirà sino a morire di disperazione. I cantanti interpreti sono Cristina Baggio in alternanza con Giulia De Blasio (Maria), Andrea Giovannini e Alessandro Fantoni (Nino), Francesco Verna e Salvatore Giglioli (padre di Maria), Carlo Malinverno e Giuseppe De Luva (Il colera), Maria Fortunato (Matrigna), Sabrina Messina (Giuditta), Lorena Scarlata (badessa) e Alfonso Ciulla (prete). L'opera, presentata oggi a Roma, Grossi annuncia che verrà proposta a tutti teatri lirici nazionali e ai maggiori teatri del mondo, i cui responsabili saranno invitati a Catania per vederla.

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