Da Emma Dante a Camilleri, Siracusa diventa 'Festival'

Dal 10 maggio 6 produzioni. Pinelli, restituiamo Inda in gran forma

Francesco Pannofino 'salsicciaio' e Gigio Alberti mercante in cuoio si contendono biecamente il potere. Solo il più laido e imbroglione conquisterà il popolo. ''E' la profezia di un grandissimo, che 2500 anni fa già prevedeva l'andamento della democrazia e della vita politica'', dice Giampiero Solari, re delle commedie e dei varietà, oggi chiamato a dirigere Aristofane sul palcoscenico 'sacro' del Teatro greco di Siracusa. E' una delle molte prime volte della nuova stagione della Fondazione Inda, che quest'anno con sei produzioni (di cui due serate uniche) raddoppia gli appuntamenti e trasforma il 54/o Ciclo di rappresentazioni classiche in un ''vero Festival del teatro antico, di respiro internazionale''.

Cuore del programma, dedicato alla ''scena del potere'', sono le già annunciate tragedie Edipo a Colono di Sofocle, con la regia di Yannis Kokkos e Massimo De Francovich protagonista, e l'Eracle da Euripide tutto al femminile per Emma Dante (a sere alterne dal 10 maggio al 24 giugno), seguite, appunto, dalla commedia I cavalieri di Aristofane, portata a Siracusa per la prima volta da Solari (dal 29 giugno). Ma quest'anno il cartellone, annunciano il commissario straordinario Pier Francesco Pinelli e il direttore artistico Roberto Andò, si arricchisce anche di una ''Conversazione con Tiresia'' appositamente scritta e interpretata da Andrea Camilleri, ''una riflessione del potere quasi profetico che può avere la letteratura'' dice Andò che ne firmerà la regia (11 giugno); e poi del ''Palamede'' con Alessandro Baricco e Valeria Solarino (18 luglio); e ancora, per la prima volta, di una ripresa in replica con Le Rane di Aristofane con Ficarra e Picone, diretto da Giorgio Barberio Corsetti per l'Inda nel 2017 (12-15 luglio). Più tre conferenze introduttive con Massimo Cacciari, Luciano Canfora e Baricco.

''Tutto questo solo due anni fa era impensabile - commenta Pinelli - Già l'anno scorso abbiamo allungato la programmazione, da 45 a 60 giorni, con 140 mila spettatori e un +25% di pubblico in due anni. Ma quest'anno Siracusa diventa ufficialmente un Festival, sempre nel segno del rigore e della sostenibilità economica. Abbiamo dimostrato che la cultura può essere anche impresa culturale: per ogni euro ricevuto da contributi pubblici, la Fondazione ne ha portati 3 da attività proprie. Ora - dice - siamo contenti di riconsegnare un'Inda in gran forma, dal punto di vista qualitativo e gestionale. Una Fondazione che ha ampliato le sue capacità produttive, che spero saranno accolte e superate da chi ne prenderà le redini in futuro''.

A dare un respiro internazionale, prosegue Andò, sarà ''l'Edipo a Colono che andrà anche a Epidauro, mentre l'Eracle farà tappe in Italia'', ripreso anche da Rai Cultura su Rai5 il 7 luglio. Oggi però l'attenzione è per I cavalieri di Aristofane, ''commedia sul rapporto oscuro del potere, sugli uomini vittime di se stessi e sul populismo. No, meglio non fare accostamenti concreti a Siracusa - sorride - Ricordo quel che accadde a Ronconi.. ''. ''Il testo è una grande metafora, ancora incredibilmente attuale'', aggiunge Solari, che nel cast ha chiamato anche Antonio Catania (Demo) e Roy Paci, autore delle musiche e Corifeo in scena. ''Al centro - dice - sono due contendenti, che a suon di bassezze e volgarità, chiedono voti vantandosi di chi ha meno cultura o sa ingannare meglio il prossimo. L'idea è che solo imbrogliando si potrà portare Atene finalmente in alto. E così il Coro, che ho immaginato attraverso i Pupi Siciliani e i Simpson, invoca gli Dei, gli stessi delle grandi tragedie, ma affinché possa vincere il peggiore''.

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