Il diavolo, certamente, se è Camilleri

Aspettando Montalbano, racconti in scena con Attori e Tecnici

Una donna ricattata per alcune foto, che, proprio quando pensa di averla scampata, viene derubata nuovamente dei compromettenti negativi. Un prete terrorizzato di cadere in lapsus freudiani, che non riesce più a recitare le omelie. Due amanti sorpresi dal bimbo di lei e due ex fidanzati degli anni '60, che si ritrovano da adulti per una misteriosa telefonata. Caso, (s)fortuna, coincidenza o qualcosa di più? Cos'è davvero che regola tutto? E' intorno a questa domanda che ruota ''Il diavolo, certamente'', adattamento per il teatro dell'omonima raccolta di racconti di Andrea Camilleri firmato da Claudio Pallottini per Attori&Tecnici, al debutto in prima nazionale ieri sera al Teatro Vittoria di Roma (fino al 28 gennaio), in una seconda metà di stagione ricca di appuntamenti con lo scrittore siciliano: non solo in libreria, ma anche in tv tra il ritorno di Montalbano (''Amore'' e ''La giostra degli scambi'') e il debutto de ''La mossa del cavallo'', ambientata nella Sicilia di fine '800, e poi in teatro con Moni Ovadia che riprende ''Il casellante'' e Roberto Sparno ne ''Le funambole'' da "Maruzza Musumeci".

Lucifero, in verità, non è una ''nuova conoscenza'' per Camilleri, che a lui aveva già dedicato nel 2005 ''Il diavolo.
Tentatore. Innamorato.'' (ed. Donzelli). Ne ''Il diavolo, certamente'', edito nel 2012 da Mondadori e incentrato, per l'appunto, su quei casi in cui ogni sforzo umano, nonostante tutte le buone intenzioni, finisce per essere travolto e stravolto da ''piccoli eventi diabolici'', lo scrittore si era però divertito a lanciare una sfida a se stesso, mettendo insieme 33 racconti tutti rigorosamente di tre pagine ciascuno.
Non un rigo di più.

Nello spettacolo, Pallottini con la regia di Stefano Messina, sfida la penna per la scena, operazione non facile, e ne sceglie una manciata, incorniciati nell'incontro, casuale o forse no, di sei perfetti sconosciuti, interpretati dallo stesso Messina con Carlo Lizzani, Roberto Della Casa, Sebastiano Colla, Claudia Crisafio, Mimma Lovoi, Chiara Bonome, Valerio Camelin. Sono sei passeggeri più un controllore, che si incontrano nello scompartimento 6 della carrozza 6 del treno notturno Palermo-Torino. Come spesso accade in questi lunghi viaggi, dopo i primi momenti di diffidenza e silenzio, rotto il ghiaccio, si parla del più e del meno. Che però in questa lunga notte, si concentra sul racconto di alcune strane avventure accadute ai protagonisti o a loro stretti conoscenti. Ecco allora la segretaria gelosa che rovina una collega convinta abbia una storia con il boss dell'azienda; gli amanti omicidi che finiscono uccisi a poche ore dal loro presunto ''colpaccio''; il manager che perde tutto, moglie e ditta, per aver ceduto alla tentazione delle carni. Tutti racconti che hanno dell'incredibile. O invece, dice il passeggero n. 6, ''che testimoniano quanto il diavolo non sappia resistere alla tentazione di scombinare i piani umani''. E lasciarci il suo zampino. Dopo Roma, lo spettacolo sarà a Modena 30 gennaio-1 febbraio e poi Trieste, Ala (TN) e Latina ad aprile.

   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA